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La cestista Griner è libera: scambio Usa-Russia con il trafficante d'armi Bout

Asia Buconi|

brittney griner

Alla fine lo “scambio” c’è stato e la cestista americana Brittney Griner, detenuta da mesi in Russia, è stata liberata. In cambio è stato rilasciato dagli Usa il trafficante di armi Viktor Bout. La notizia è stata riportata da Cbs, che ha citato un funzionario dell’amministrazione. “Ho parlato con Brittney Griner, è al sicuro, è in aereo. Sta tornando a casa”, ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Stando a fonti della Cbs, l’inquilino della Casa Bianca avrebbe acconsentito all’accordo sullo scambio di prigionieri negoziato con Mosca proprio nel corso degli ultimi sette giorni. Nello specifico, lo scambio in questione sarebbe avvenuto all’aeroporto di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, Paese che già in passato ha fatto da teatro per lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.

Joe Biden ha ringraziato gli Emirati Arabi per aver “facilitato” lo scambio di prigionieri tra Usa e Russia. Poi, il presidente Usa ha annunciato che Brittney Griner tornerà in Usa nelle prossime 24 ore, sottolineando che “è stato un inferno” per la cestista e per la sua famiglia. È “di buon umore” ma ha subito “traumi” e avrà bisogno di “tempo per riprendersi”, ha fatto sapere Biden che, infine, ha promesso di fare il possibile anche per riportare a casa Paul Whelan.

Brittney Griner liberata dai russi in cambio del rilascio di Viktor Bout

Joe Biden ha ottenuto il rilascio della cestista Brittney Griner, fermata a Mosca lo scorso febbraio, ordinando la liberazione e il rientro in Russia di Bout, per il quale il presidente Usa avrebbe firmato l’ordine di commutazione che ha ridotto la sua pena detentiva federale di 25 anni. Nulla da fare per l’altro prigioniero americano in Russia, il marine in congedo Paul Whelan, che si trova in stato di detenzione ormai da quasi quattro anni per accuse di spionaggio definite “false” da Washington.

La star del basket femminile Usa Brittney Griner, due volte medaglia d’oro olimpica, era stata fermata e condannata a nove anni da Mosca con l’accusa di possesso di sostanze stupefacenti: si trattava di meno di un grammo di olio di cannabis. Il prigioniero russo Viktor Bout, invece, è un trafficante d’armi conosciuto con l’eloquentissimo nome di “the Merchant of death” (il Mercante di morte, ndr). Dopo l’estradizione dalla Thailandia, era stato condannato a 25 anni nel 2012. Ex ufficiale dell’aeronautica sovietica e forse anche ex agente del Kgb (lui nega), Bout aveva messo in piedi un’imponente flotta di aerei che riforniva di armi mezzo mondo.