Attualità

Centopercentoanimalisti ora scende al 99%

Se non ci fossero i combattenti animalisti di Centopercentoanimalisti probabilmente bisognerebbe inventarli. Come se non bastasse la battaglia estenuante contro i circhi, contro Green Hill, contro gli allevamenti di polli e visoni ora la lotta si fa intestina e rischia di spaccare il fronte. Il motivo? Nessuno vuole prendersi la responsabilità di aver rotto una cassetta postale durante uno dei “blitz” contro gli allevatori di animali da pelliccia. Ecco il video delle proteste (attenzione: linguaggio veneto esplicito)

IL FATTACCIO
L’orrendo grimine per il quale i nostri eroi rischiano la galera e hanno iniziato a sputtanarsi pubblicamente l’un con l’altro risale al 20 marzo 2011. In quella data uno sparuto manipolo di eroi si presentò ai cancelli di un allevamento di visoni a Bastia di Rovolon (in provincia di Padova). Lo scopo: fare un po’ di casino, appendere un paio di manifesti sul cancello della ditta e ingaggiare un interessante contest di insulti in dialetto veneto.

La manifestazione (non autorizzata) ha però avuto qualche strascico giudiziario. E non sarebbe stato niente di grave, in realtà, se “qualcuno” non avesse compiuto l’insano e folle gesto di spaccare la cassetta delle lettere dell’azienda. Risultato: una bella denunzia per danneggiamento (LOL). Ecco il comunicato degli attivisti prima dell’inizio del processo:

I fatti: domenica 20 marzo 2011 un gruppo di Animalisti ha attaccato delle locandine all’esterno della recinzione di un allevamento di Animali “da pelliccia” di bastia di Rovolon (Padova). Il titolare e alcuni sottoposti sono usciti, e hanno aggredito (loro!) gli Animalisti con sputi, insulti, minacce e lancio di manate di ghiaia. Naturalmente c’è stata una reazione, e uno scambio reciproco di “complimenti”. Tutto qui. Per questo i militanti vengono trascinati in tribunale, con l’accusa di ingiurie cui si aggiunge quella, assurda, di danneggiamento (di che?). Ma l’aspetto grave della faccenda è che sia stata ammessa come parte civile, oltre ai titolari dell’azienda, anche l’associazione allevatori di visoni, che non ha avuto alcuna parte nell’accaduto. E’ evidente l’intento persecutorio nei confronti di CENTOPERCENTOANIMALISTI e dei suoi militanti, che da sempre si battono contro aguzzini, sfruttatori e assassini di Animali, toccando così gli interessi di lobby potenti e ammanicate.

Insomma a novembre 2013 il gruppo era ancora compatto e pronto ad affrontare il processo a testa alta. Poi però qualcosa dev’essere andato storto ed è iniziata la parte più divertente (per gli spettatori): hanno iniziato a volare gli stracci (rigorosamente cruelty-free).
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LE ACCUSE RECIPROCHE
A quanto pare il fronte animalista non è così compatto: di fronte all’eventualità di andare in carcere (per il danneggiamento di una cassetta postale) qualcuno se l’è fatta sotto e ha lasciato i compagni nei casini. Ora però gli accusati non ci stanno e in un post pubblico accusano apertamente il loro ex-sodale di essere lui il responsabile dello sfascio (della cassetta).

Se non ci si può fidare dei compagni animalisti ditemi voi di chi ci si può fidare oggi (fonte: centopercentoanimalisti.mobi)
Se non ci si può fidare dei compagni animalisti ditemi voi di chi ci si può fidare oggi (fonte: centopercentoanimalisti.mobi)

Si faccia avanti dunque! Confessi e consenta al giudice di Padova di scagionare i rei ingiustamente accusati! Dall’altra parte l’accusato risponde dicendo che quella di Centopercentoanimalisti è tutta invidia perché lui se ne è andato dal gruppo! Gli animalisti però non si danno certo per vinti e rispondono con una delle armi più temibili a loro disposizione: la calunnia! Ed ecco che spuntano i “dossier” con le prove che uno di loro in realtà non è animalista al 100% (ma non lo sapevano già prima?)
Il dossier raccolto da Centopercentoanimalisti (fonte centopercentoanimalisti.mobi)
Il dossier raccolto da Centopercentoanimalisti (fonte centopercentoanimalisti.mobi)

E ovviamente immancabile arriva la denunzia che un altro dei “fuoriusciti” che supportano “l’infame” è, secondo loro, pure un molestatore di animaliste (oltre che un pericoloso mangiatore di sushi). Ah quanto è dura la vita dei duri e puri.
In cauda venenum..
In cauda venenum..

https://www.youtube.com/watch?v=lnPy0sFX4k0
Foto copertina centopercentoanimalisti.mobi