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C’è un vaccino “cinese clandestino” che gira a Napoli?

C’è un vaccino “cinese clandestino” che gira a Napoli? Una parte dei cinesi che vivono nella città è riuscita già a vaccinarsi anche se di nascosto? In realtà non c’è nessuna certezza, ma solo una statistica che fa riflettere

vaccino coronavirus covid-19

C’è un vaccino “cinese clandestino” che gira a Napoli? Una parte dei cinesi che vivono nella città è riuscita già a vaccinarsi anche se di nascosto? In realtà non c’è nessuna certezza, ma solo una statistica che fa riflettere. Mentre negli ultimi mesi della seconda ondata pandemica è cresciuto a dismisura anche sul territorio regionale il numero dei contagiati, da ottobre in poi soltanto cinque cinesi sono risultati positivi su una comunità di 5 mila persone che vive in Campania. Il Mattino spiega che ora indaga anche la GdF:

Di certo la possibilità di un vaccino cinese clandestino è nelmirino della Finanza. Da sempre attenti sul materiale importato, i finanzieri del comandante provinciale Gabriele Failla condurranno verifiche mirate sugli stock provenienti dalla Cina e su tutto ciò che può essere riconducibile al trasporto di medicinali: frigoriferi,materiale di stoccaggio “dedicato”, impianti da usare per prodotti farmaceutici. In prima linea in questi mesi per quanto riguarda l’introduzione di materiale sanitario falso o non compatibile con gli standard della comunità europea (esempio tipico i sequestri di mascherine, di guanti o di gel non a norma), la Finanza punta a stanare eventuali traffici di medicine non in linea con i criteri sanitari nazionali. Attenzione massima (in piena sinergia con il lavoro svolto da polizia e carabinieri) nei porti, negli aeroporti e nelledogane, anche per verificare l’eventuale esistenza di vaccini o medicine alternative usate nella comunita`cinese di Napoli, su input di quanto sta accadendo nella madrepatria

La vicenda è ancora avvolta in un fitto mistero ma sono due le ipotesi che vengono avanzate: o il vaccino già circola clandestinamente tra alcune persone, dopo un approvvigionamento dell’antidoto effettuato in Oriente per poi essere utilizzato a Napoli in una sorta di mercato nero, o c’è chi è andato in Cina, è riuscito a farsi vaccinare attraverso qualche canale parallelo ed è poi tornato in Italia. Le condizioni per ottenerlo? Sicuramente una disponibilità economica ma anche la possibilità di far ricorso agli agganci giusti per realizzare un’operazione complicata visto che nemmeno in Oriente è partita una vaccinazione di massa e che quindi si è ancora in presenza di una circolazione veramente limitata. Il portavoce della comunità cinese in città non ha escluso che possa esserci chi è riuscito a entrare in possesso di dosi di vaccino ma allo stesso tempo condanna ipotesi di circolazione clandestina ed illegale. Non è ancora chiaro quanti sono effettivamente quelli che avrebbero avuto la possibilità di vaccinarsi. Nelle chat dei membri della comunità circolerebbero messaggi circa le modalità di arrivare all’antidoto ma da qui alla possibilità effettiva di somministrarlo ne passa. Il responsabile della comunità e la stragrande maggioranza dei cinesi comunque, si fa sapere, attende il vaccino che sarà distribuito dalla comunità europea e al quale si sottoporranno una volta in Italia. La comunità cinese è presente in Campania con iniziative imprenditoriali nel settore tessile e manifatturiero, con tante piccole fabbriche dislocate sul territorio. A Napoli si sono concentrati all’inizio sulla ristorazione ma poi hanno ampliato la sfera di interessi al settore commerciale con l’apertura di una serie di negozi, quasi tutti uguali, nei quali vengono venduti una miriade di prodotti.