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Il ragazzo aggredito di notte con un cacciavite a Catania soltanto perché gay

Massimiliano Cassano|

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Aggredito in strada a Catania soltanto perché portava sullo zaino alcune spillette Lgbt: è successo a un attivista 22enne dell’Arcigay locale, il cui secondo nome è Fiore, che si è visto venire incontro con fare minaccioso un ragazzo che ha provato a colpirlo con un cacciavite alle 3 del mattino nella centralissima Via Umberto. Lui stesso ha raccontato sul suo profilo social, molto seguito in quanto riferimento per la comunità locale delle minoranze sessuali, la dinamica di quanto accaduto: “Stavo tornando a casa dopo un sabato sera trascorso con l* amic*. Mi trovavo a Catania, in via Umberto, a metà strada per arrivare a casa, quando ad un certo punto passa un tizio losco con una Grande Punto di colore grigio metallizzato. Abbassa il finestrino, sporge la testa e comincia a squadrarmi dalla testa ai piedi. Ad un certo punto, con una brusca manovra si accosta in una viuzza di via Umberto, scende dalla macchina e mi viene dietro chiedendomi se sapessi dove fosse una presunta via che lui doveva raggiungere. Il problema è che questo tizio si stava avvicinando troppo ed in maniera molto rapida con qualcosa in mano. Ho avuto il tempo di dire ‘non so dove sia la via, scusi’ che subito mi si è lanciato addosso tentando di pugnalarmi con un cacciavite affilato”.

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Il ragazzo aggredito di notte con un cacciavite a Catania soltanto perché gay

In seguito, l’aggressore ha strappato le cuffiette alla vittima. “Ho reagito – prosegue il racconto – colpendolo alla faccia con un violento pugno (o schiaffo, non ricordo bene) riuscendo a riprendermi le cuffiette. Dopo aver visto che ero in grado di difendermi ha indietreggiato e ha cominciato a rivolgermi degli insulti omofobi affermando pure che ‘ormai a Catania i fr*ci siamo troppi’. L’ho minacciato di chiamare la polizia, lui mi ha risposto che stava solo scherzando ed è scappato via con l’auto, di cui ho la targa”. Un attimo dopo l’aggressione Fiore ha raccontato di aver avuto un malore: “Non riuscivo a respirare bene e mi sono accasciato per terra. In seguito ho chiamato il mio coinquilino che mi ha fatto compagnia per il resto della strada, sono arrivato a casa, ho avvisato i miei, preoccupatissimi, ed infine ho denunciato. Serve una legge, ora. Ho riscontrato tantissima solidarietà, soprattutto da parte di altri attivisti transfemministi aroaci, gay, lesbiche, bisessuali e trans”.

Arcigay Catania: “Serve una legge”

“Sono orgoglioso e fiero – afferma il presidente di Arcigay Catania Armando Caravini, nel rendere nota l’aggressione – perché il 22 enne ci ha messo la faccia decidendo di denunciare. Deve essere un esempio per tutti coloro che ricevono atti di violenza omofobica sia verbale sia fisica ma che per paura non denunciano. Come Arcigay esprimiamo la massima disponibilità e siamo pront* a dare tutto il supporto psicologico e legale. Lo ribadiamo, serve una legge ora. Denuncerò il caso all’Unar, l’Ufficio antidiscriminazione”.