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Gianroberto Casaleggio è morto

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Casaleggio è morto. Lo annuncia un lancio dell’agenzia di stampa Ansa delle ore 10,31. Aveva anticipato la notizia Elio Lannutti qualche minuto prima. Roberto Fico lo ha comunicato poco fa ai parlamentari del MoVimento 5 Stelle. Il blog di Beppe Grillo lo saluta con un comunicato: «Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia. Gianroberto ha lottato fino all’ultimo». Casaleggio aveva 61 anni. Nato nel capoluogo lombardo il 14 agosto del 1954, ha fondato e presiedeva la Casaleggio Associati, impresa che si occupava di Internet e delle strategie sul Web. I funerali si celebreranno giovedì 14 aprile.
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Casaleggio è morto

Esattamente un mese fa, l’11 marzo, l’ultimo disperato incontro con il direttorio, presente anche Beppe Grillo. A 24 ore da quella giornata funesta per il Movimento, in cui Casaleggio informa i fedelissimi sulle sue condizioni di salute, arriva sulle agenzie la notizia del passo indietro della candidata sindaca M5S, Patrizia Bedori. Molti pensano sia stata decisa a tavolino, in quell’incontro alla Casaleggio associati. In realtà, l’argomento non è stato nemmeno toccato. Casaleggio, riportano fonti autorevoli all’Adnkronos, aveva aggiornato Grillo, Di Maio e gli altri sulle sue condizioni di salute, dopo gli ultimi controlli che ne avevano rivelato la gravità. “Solo da oggi forse inizieremo tutti a capire l’importanza, la lungimiranza e la visione di Gianroberto Casaleggio“, scrive Beppe Grillo su Twitter riguardo la scomparsa del confondatore M5S. “Che la terra ti sia lieve”, aggiunge ritwittando. Subito dopo arriva il tweet dall’account di Beppe Grillo: una foto dei due dioscuri 5 Stelle, accompagnata da un semplice “ciao Gianroberto” che diventa hashtag.  Appena cinque giorni fa un articolo della Stampa raccontava dei problemi di salute del cofondatore del MoVimento 5 Stelle e una nota sul blog di Beppe Grillo aveva parlato di sciacallaggio a proposito del pezzo. Casaleggio era stato operato per un edema al cervello e era stato sottoposto a un intervento chirurgico alla testa nell’aprile di due anni fa. La moglie Sabina Del Monego aveva chiesto all’epoca il silenzio stampa.  La camera ardente sarà allestita presso una delle sedi dell’istituto Auxologico, quella di via Mosé Bianchi. Secondo quanto si apprende dall’ospedale, la famiglia ha chiesto il massimo riserbo. Negli ultimi mesi era seguito dai medici dell’Auxologico di Milano per problemi cardiovascolari e neurologici.
CASALEGGIO MORTO
Il racconto partiva dai problemi di salute che hanno colpito il cofondatore del M5S e dalle attuali difficoltà a seguire l’azienda, che oggi è nelle mani del figlio:

Se Gianroberto è sempre stata la mente, Davide era il braccio, ma senza la stessa passione politica. Lui rendeva operative le decisioni prese durante le riunioni, coordinava le attività tecniche e organizzava gli «slot» dei dipendenti, cioè quanto ciascuno dovesse lavorare su un progetto. Sempre lui traduceva in tattiche, strategia e azioni pratiche, le visioni di Gianroberto, dopo averle analizzate dal punto di vista tecnico, spesso dopo lunghe riunioni a porte chiuse nell’ufficio del padre. È Davide ormai, prima di Gianroberto, che dà l’ok alle comunicazioni che partono dallo «staff di Beppe Grillo»; Davide tiene i contatti con i consulenti esterni (in particolare lo studio legale Montefusco).
In realtà è da sempre dentro la macchina, fin dal 2009 si occupava dei meetup, era lui che conduceva allora gli incontri formativi dei candidati, anche prendendo decisioni politiche importanti. Gli esempi sono diversi, come questo: «Durante le elezioni su indicazione di Davide Casaleggio i candidati del meetup Europa decisero di estromettere x, y e z dal sito dei candidati, perché avevano spedito dei volantini con le sole loro facce in tutta Europa…».

davide casaleggio
Davide Casaleggio

Per questo, spiegava l’articolo, Davide oggi tiene le chiavi del blog di Grillo e la gestione è estranea al direttorio:

È Davide, e solo in un secondo momento i parlamentari che fanno capo a lui, che ha in mano e coordina il processo di «certificazione» delle liste, le espulsioni, e quindi verosimilmente ha in mano le chiavi del server. In azienda già da tempo era a tutti gli effetti il vice. Non è per nulla simpatico, anche agli altri soci, con cui spesso ci sono scontri; ma è il figlio del capo e lo fa valere. Campione di scacchi da bambino, molto riservato, abitudinario (a colazione non cambia mai: brioches e succo di pera), qualcuno lo definisce «arrogante e autoritario, ma per niente autorevole».

La lettera di Casaleggio al Corriere della Sera

Uno dei primi interventi pubblici di Gianroberto Casaleggio fu la lettera al Corriere della Sera in cui raccontava della nascita del MoVimento 5 Stelle:

Caro direttore,
le scrivo in merito al mio ruolo nel MoVimento 5 Stelle. Nel 2003 ho lasciato la mia posizione di amministratore delegato in Webegg di Telecom Italia, un gruppo multimediale che si occupava di consulenza e di applicazioni internet, e ho fondato con altri soci la Casaleggio Associati, una società di strategie di Rete. Internet è un tema che mi appassiona e di cui mi occupo dalla metà degli anni 90. Ho cercato di comprenderne le implicazioni sia nel contesto sociale che in quello politico che in quello della comunicazione. Io credo sinceramente che la Rete stia cambiando ogni aspetto della società e cerco di prevederne gli effetti. Ho scritto molti articoli e alcuni libri sulla Rete. Nel 2004 Beppe Grillo ne lesse uno: «Il Web è morto, viva il Web», rintracciò il mio cellulare e mi chiamò. Lo incontrai alla fine di un suo spettacolo a Livorno e condividemmo gran parte delle idee.
In seguito progettammo insieme il blog beppegrillo.it, proponemmo la rete dei Meetup (gruppi che si incontrano sul territorio grazie alla Rete), organizzammo insieme i Vday di Bologna e di Torino, l’evento Woodstock a 5 Stelle a Cesena e altri incontri nazionali, come a Milano dove, il 4 ottobre 2009, giorno di San Francesco, al teatro Smeraldo prese vita il MoVimento 5 Stelle. A chi si chiede chi c’è dietro Grillo o si riferisce a «un’oscura società di marketing» voglio chiarire che non sono mai stato «dietro» a Beppe Grillo, ma al suo fianco.
Sono in sostanza cofondatore di questo movimento insieme a lui. Con Beppe Grillo ho scritto il «Non Statuto», pietra angolare del MoVimento 5 Stelle prima che questo nascesse, insieme abbiamo definito le regole per la certificazione delle liste e organizzato la raccolta delle firme per l’iniziativa di legge popolare «Parlamento Pulito» e le proposte referendarie sull’editoria con l’abolizione della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici. Inoltre abbiamo scritto un libro sul MoVimento 5 Stelle dal titolo «Siamo in guerra» firmato da entrambi. In questi anni ho incontrato più volte rappresentanti di liste che si candidavano alle elezioni amministrative, per il tempo che mi consentiva la mia attività, per offrire consigli sulla comunicazione elettorale.
Non sono mai entrato nell’ambito dei programmi delle liste, né ho mai imposto alcunché. A chi mi ha chiesto un consiglio l’ho sempre dato, ma in questo non ci trovo nulla di oscuro. Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c’è solo Gianroberto Casaleggio. Un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive. Sono stato definito il «piccolo fratello» di Beppe Grillo, con riferimento al Grande fratello del romanzo «1984» di George Orwell. È evidente che non lo sono. La definizione contiene però una parte di verità. Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, «Honi soit qui mal y pense».

Leggi sull’argomento: Che cosa aveva Gianroberto Casaleggio