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Carlotta Benusiglio: la stilista trovata impiccata in un parco a Milano

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 Carlotta Benusiglio, 37 anni, è stata trovata morta alle sei del mattino di martedì scorso nei giardini di piazza Napoli, a Milano. Impiccata con una sciarpa, con i piedi che toccavano terra. Sulle prima si è parlato di suicidio ma ci sono «molti aspetti da approfondire», come dice un investigatore che sta seguendo il caso. Sua madre l’ha sentita l’ultima volta alle 23 della sera prima. Carlotta, professione stilista, abitava a pochi metri dal luogo in cui è stata ritrovata. Era la sorella maggiore di Giorgia Benusiglio, autrice del libro «Vuoi trasgredire? Non farti!», scritto dopo aver rischiato di morire a 17 anni per una pastiglia di ecstasy. Si salvò per miracolo dopo un trapianto di fegato.
 

Carlotta Benusiglio: la stilista trovata impiccata in un parco a Milano

Sulla vicenda la procura di Milano ha aperto un’indagine. La polizia sta facendo accertamenti e ascoltando testimoni, familiari e amici della vittima e il fidanzato. Con il fidanzato aveva una storia complicata. Più volte negli ultimi mesi Carlotta era finita al pronto soccorso per lesioni dopo violenti litigi. C’è anche una denuncia del febbraio scorso. Gianni Santucci sul Corriere della Sera spiega:

Carlotta abitava a pochi metri da piazza Napoli, viveva in un loft, aveva i suoi tre gatti e li affidava alla vicina ogni volta che si allontanava da Milano, quando il suo lavoro la portava a Parigi o a New York. Oggi la stessa vicina racconta che «sì, qualche volta avevo sentito dei litigi». E poi riflette: «Voleva morire? Voleva impiccarsi? Perché non lo ha fatto in casa, dove c’è un soppalco…?». In quella casa c’era anche altro: il computer portatile trovato aperto e con la musica che andava; qualche macchia di sangue sulle lenzuola; una scatola di farmaci contro l’ansia da cui mancavano quattro pastiglie. E poi gli abiti: Carlotta è stata trovata con una sorta di impermeabile, e ora i poliziotti stanno cercando di capire come fosse vestita durante il giorno, e poi di sera, per ricostruire nel dettaglio le ultime 12 ore della sua vita.

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Col suo fidanzato la ragazza si era lasciata e riavvicinata più volte, anche dopo la denuncia e le violenze, e l’ha visto anche lunedì, a pranzo con un’amica, e poi di nuovo di sera, quando lui è ripassato dalla casa di piazza Napoli e poi è andato via. Lo ha raccontato lui stesso, quando è stato chiamato dalla polizia come testimone, «persona informata sui fatti», al pari dei familiari e di alcuni amici. In quello stesso parchetto di piazza Napoli, la notte del 4 marzo scorso, si è suicidata con un lenzuolo intorno al collo un’altra donna, polacca, 46 anni, senzatetto. La cosa ha creato qualche paura, qualche inquietudine tra gli abitanti della zona: ma le due morti, esclusa la coincidenza del luogo, non hanno alcun collegamento.

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Giorgia Benusiglio e la sorella Carlotta

“Non credo assolutamente che mia sorella si sia suicidata. Non lo avrebbe mai fatto e soprattutto, vista la riservatezza, mai a due passi da casa, usando un albero in una piazza. Per assurdo avrebbe potuto farlo usando il soppalco. Io e la mia famiglia vogliamo la verità. Del fidanzato non voglio parlare, noi eravamo contrari per precisi motivi alla relazione” dice all’ANSA la sorella Giorgia Benusiglio. “Mia sorella stava bene, era serena. L’ultima che l’ha sentita è stata mia madre, lunedì alle 11 di sera. Si sarebbero dovute vedere per mangiare a pranzo proprio martedì. E una madre sente se la figlia sta bene o no” spiega Giorgia Benusiglio, intenzionata a chiedere di fare “chiarezza” pur senza puntare esplicitamente il dito verso qualcuno. “Aveva mille progetti, era un’artista, era appena tornata da Venezia dove era stata per una festa di nubilato dove aveva disegnato e realizzato l’abito da sposa per un’amica – precisa – e poi a giorni doveva venire a trovarla un’amica dall’Argentina che non vedeva da sei anni. Insomma non è il comportamento di chi vuole farla finita”. Sul fidanzato non vuole e non può parlare: “Ci sono le indagini in corso, la casa di mia sorella è sotto sequestro. Lei lo aveva denunciato diverse volte per violenze. Ma di più non chiedetemi. Ringrazio il magistrato e gli investigatori della polizia per tutto quello che stanno facendo”. Il capo della Squadra Mobile della Questura milanese, Lorenzo Bucossi, spiegasempre all’ANSA: “Al momento nessun elemento ci fa allontanare dall’ipotesi del suicidio, ma stiamo indagando come se non lo fosse anche per le dichiarazioni della famiglia”. Per ora non risulta sia stato ufficialmente interrogato il fidanzato di Carlotta, né vi sono provvedimenti a suo carico. Domani si dovrebbe svolgere l’autopsia che potrà dare indicazioni più chiare per indirizzare gli inquirenti. La famiglia ha nominato un legale per seguire l’inchiesta: “Aspettiamo l’esame autoptico – dice l’avv. Gianluigi Tizzoni – e poi valuteremo. Sarà la magistratura a fare gli approfondimenti necessari. Certo è che abbiamo segnalato le denunce, in passato, per il rapporto conflittuale di Carlotta con un uomo di una quarantina d’anni con cui stava insieme mi pare da due”.