Fatti

Il Cardinale Becciu è indagato anche per associazione a delinquere. E spunta la registrazione di una telefonata col Papa

Asia Buconi|

cardinale becciu

Il cardinale Angelo Becciu è indagato per associazione a delinquere con altre persone in uno dei numerosissimi filoni d’indagine aperti parallelamente al processo in corso sulla compravendita dell’immobile di Londra, che è costata al Vaticano un centinaio di milioni di euro. La novità è emersa nel corso della 37esima udienza del processo-inchiesta, quando il promotore di giustizia Alessandro Diddi ha riferito dell’esito della rogatoria trasmessa dal tribunale di Sassari alla giustizia vaticana per l’ipotesi di reato associativo, che conteneva i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata da Antonino Becciu, fratello del cardinale.

Interpellati in merito, il cardinale Becciu e i suoi avvocati difensori (Viglione e Marzo) hanno dichiarato di non sapere nulla su questo nuovo fascicolo d’indagine, che il pg Diddi ha voluto comunque depositare agli atti ritenendolo rilevante. I documenti trasmessi in chiavetta dal Tribunale di Sassari al Vaticano contengono “una selezione degli atti trasmessi a questo Ufficio”, nello specifico annotazioni della Guardia di Finanza di Oristano ed estratti di alcune chat provenienti dai telefoni sequestrati a Maria Luisa Zambrano, nipote del cardinale, e al fratello del porporato, Antonino.

La telefonata registrata dal Cardinale Becciu “per avere dal Papa info utili al processo”

Tra le altre cose, secondo il pg Diddi, dalla relazione della GdF di Oristano emerge “un fatto inquietante”, ovvero il ritrovamento di una registrazione contenente una telefonata tra il cardinale Becciu e Papa Francesco risalente al 24 luglio 2021, dunque a tre giorni prima dell’apertura del processo in Vaticano e a dieci giorni dall’uscita del Pontefice dal Gemelli dopo l’intervento al colon.

La registrazione, fatta col cellulare di Maria Luisa Zambrano, è stata ascoltata in aula a porte chiuse. All’interno di essa, si ascolta il cardinale Becciu lamentarsi col Papa, ancora sofferente per l’intervento: “Lei mi ha già condannato, è inutile che faccia il processo!”. Già due giorni prima, Becciu, riferendosi al Pontefice, scriveva: “Non pensavo arrivasse a questo punto: vuole la mia morte”. Parole, queste, contenute in un messaggio inviato a Giovanna Pani il 22 luglio dello scorso anno, prima che, con l’aiuto della figlia di questa, Maria Luisa Zambrano, Becciu registrasse la telefonata con Papa Francesco.

All’interno dell’informativa della Guardia di Finanza si legge: “Risulta piuttosto evidente che la registrazione sia avvenuta all’insaputa del Papa, che essa sia stata fatta dal Becciu in collaborazione con Maria Luisa Zambrano e che fosse presente anche una terza persona di sesso maschile che ai predetti dava del lei”. Il motivo della telefonata era di “spingere il Papa ad affermare circostanze di una qualche utilità” per il processo imminente, ponendo l’argomento della liberazione di una suora colombiana.

A introdurre il tema al telefono era stato proprio il Cardinale Becciu, motivo per cui – si legge sempre nell’informativa della GdF – “le operazioni di registrazione appaiono essere state preventivamente orchestrate al fine di ottenere dal Papa informazioni che, seppure possano apparire richieste perché ipoteticamente idonee alla difesa del Cardinale nel corso del processo che si sta celebrando in Vaticano, a prescindere non si sarebbero dovute partecipare a terzi in quanto di natura riservata”.