Attualità

La squallida guerra dei canili romani

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A ottobre 2015 su Nextquotidiano ci siamo occupati della strana storia dei canili romani. Per quindici anni la gestione delle strutture è stata affidata – senza gara d’appalto – con affidamento diretto ad un pugno di associazioni tra le quali spiccano quello di Avcpp, l’Associazione volontari canile di Porta Portese che dal 1997 ha ottenuto per affidamento diretto la gestione di tutti e tre (Muratella, Vitinia, Ponte Marconi) i canili della Capitale. Nel luglio 2015 era stato infatti indetto un bando-ponte che avrebbe dovuto traghettare la gestione dei canili verso un bando europeo che avrebbe dovuto essere indetto nel 2016. Da maggio 2016 cose però si sono bloccate e ora l’Anac ha deciso di intervenire.

Jovanotti è solo uno degli ultimi artisti ad aver espresso la propria solidarietà ai lavoratori di AVCPP (fonte: Facebook.com)
Jovanotti è solo uno degli ultimi artisti ad aver espresso la propria solidarietà ai lavoratori di AVCPP (fonte: Facebook.com)

L’Anac vuole vederci chiaro sui canili di Roma

Ad aggiudicarsi la gestione di uno dei canili – quello di Ponte Marconi – era stata la società barese Mapia S.r.l. che però, a quanto risulta non ha mai preso in carico gli ospiti della struttura di Ponte Marconi mentre in un comunicato l’associazione l’Impronta Onlus che aveva vinto la gara in un altro dei due lotti restanti denunciava l’inerzia dell’amministrazione capitolina. All’epoca animalisti e dipendenti di AVCPP contestavano l’affidamento a Mapia perché avrebbe vinto il bando con un ribasso eccessivo (8,254%) ma non dissero nulla sul ribasso operato ARCA Colonia Felina della Piramide Onlus che si è aggiudicata la gestione dell’Oasi Felina Porta Portese con un ribasso del 15%. Il dubbio era che che il problema fosse più che altro il mantenimento della rendita di posizione di AVCPP e dei suoi dipendenti. L’Associazione infatti non è gestita da volontari ma da personale assunto e stipendiato e diversi articoli negli anni passati hanno denunciato come gran parte dei quattro milioni di euro erogati dal Comune venissero utilizzati per pagare gli stipendi al personale. A pesare sulla situazione anche i rapporti tra AVCPP e la senatrice romana Monica Cirinnà tanto che più di qualcuno definiva quelli di Roma “i canili della Cirinnà”. Ad aprile un nuovo bando, questa volta per decidere a chi assegnare la gestione del canile della Muratella e quello di Ponte Marconi dal momento che quello di Vitinia era stato chiuso. E proprio ad aprile era intervenuta una prima volta l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione che aveva aperto un’istruttoria in seguito a numerose denunce di irregolarità. Dall’inchiesta dell’Anac era emerso che per 15 anni il settore era stato dominato da un sistema di proroghe automatiche senza l’ombra di una gara, e grosse somme erano state assegnate a pochi gestori: somme arrivate a 12,3 milioni di euro nel triennio 2013-2015, per una quota giornaliera assegnata per la cura di ogni singolo cane che ha sfiorato i 13 euro al giorno (gli indicatori del Ministero della Salute parlano di 3,50-4,50 euro al giorno). A maggio il canile di Ponte Marconi ex Cinodromo è tornato in carico proprio a L’Impronta Onlus (che lo gestisce dal 2009, sempre su affidamento diretto) ma un’altra Onlus (la Cucciolissimi.org) denuncia che l’associazione ostacola l’adozione degli animali per trattenersi i contributi, pari a 7,20 euro al giorno per cane. A sua volta a novembre 2016 all’associazione Cucciolissimi era stata revocata l’autorizzazione ad operare nell’ambito del volontariato. Sospensiva revocata in seguito ad un ricorso al TAR da parte dell’associazione.


Al tempo stesso L’Impronta denunciava l’atteggiamento dei volontari di AVCPP colpevoli, a suo dire di non consentire alcun trasferimento al canile di Ponte Marconi che quindi avrebbe rischiato la chiusura per insufficiente numero di ospiti in modo da raggiungere l’obiettivo di una “egemonia sui cani di Roma”.
 
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A maggio di quest’anno L’Impronta però avrebbe dovuto anche assumere la gestione del canile della Muratella, gestito dal 2003 dall’Avcpp in un costante regime di proroga e senza bando pubblico. Eppure questo non sembra essere stato possibile perché – stando a quanto riferisce l’ANSA – quando il primo maggio scorso si sono presentati al canile, gli addetti dell’Impronta e il direttore del Dipartimento tutela ambientale sarebbero stati aggrediti e minacciati, rendendo necessario l’intervento della polizia locale e facendo scattare una un esposto-querela con cui si è chiesto il sequestro preventivo della struttura. In tutto questo tempo Avcpp avrebbe continuato a gestire la struttura e anche a raccogliere fondi e materiali per gli ospiti del canile.
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Alla nota stampa hanno risposto sulla pagina Facebook Io Me ne Occupo i lavoratori del canile della Muratella – costituiti in Associazione APS Onlus “Io Me ne Occupo”  – che spiegano le loro ragioni ovvero che da maggio si stanno occupando  totale autogestione (non che prima con gli affidamenti diretti fosse poi così diverso) della cura degli ospiti del canile in quanto L’Impronta non ha mai avviato la gestione del servizio che gli era stato affidato:

Questa assenza ha portato all’avvio del percorso di AUTOGESTIONE del canile Muratella, da parte di noi ex lavorat*. Viste le non risposte da parte dell’ Amministrazione, del Dipartimento Ambiente, dell’Assessorato, dell’ASL, abbiamo creato una campagna raccolta fondi per sostenere le spese di gestione della struttura. Volete sapere come abbiamo speso i soldi donati dai cittadini romani? Cibo, medicine, materiale sanitario, materiale da lavoro e ricoveri. Tutto rendicontato. Tutto trasparente. Soldi spesi per gli animali di proprietà del Sindaco, fino all’ultimo centesimo. Senza lucro. Attraverso un conto corrente aperto tramite la MAG (mutua autogestita)
presso Banca Etica che eroga bonifici ai fornitori solo ed esclusivamente in presenza di regolare fatturazione.

La situazione attuale è quindi questa: ci sono tre associazioni (Impronta, Cucciolissimi e Avcpp) che si fanno la guerra tra loro, due di queste associazioni (Impronta e Avcpp) hanno avuto in gestione i canili romani per più di un decennio senza che nessuno avesse nulla da ridire e soprattutto senza gare d’appalto pubbliche come invece prevede la normativa europea. Ed è di questo (e della strana assenza di documentazione relativa alle proroghe nel triennio 2005-2007) che l’Anac vuole chiedere conto e non delle scaramucce tra volontari e associazioni. Come sempre spiace che dei lavoratori abbiano perso il posto di lavoro, ma bisogna anche chiedersi come lo hanno ottenuto e mantenuto in tutti questi anni. È stato fatto nel rispetto delle regole? Se sì allora nessuno avrà nulla da temere, se invece le cose non sono andate come avrebbero dovuto allora è giusto che l’Anac e la magistratura lo accertino. Nel frattempo però è impossibile non far notare come l’Amministrazione capitolina (l’ex assessora Paola Muraro in primis) non abbia fatto nulla per risolvere la questione dei canili romani.