Opinioni

Il candidato di Fratelli d’Italia in Friuli che vuole stoviglie separate per carabinieri e immigrati minorenni

Riccardo Prisciano è un candidato di Fratelli d’Italia al consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia. Domenica 29 aprile in Friuli-Venezia Giulia gli elettori saranno chiamati a votare per il rinnovo del consiglio regionale ed eleggere il nuovo Presidente che per la coalizione di Centrodestra sarà il leghista Massimiliano Fedriga. Maresciallo dei Carabinieri in congedo “per non meritevolezza” – come spiega sul suo sito Internet – a causa delle sue idee politiche «sovraniste, patriottiche, anti-Islam, anti-aborto, contrarie alla pratica dell’utero in affitto ed alle adozioni di bambini a coppie omosessuali».

Chi è Riccardo Prisciano, il sovranista anti gender e anti islam candidato con Fratelli d’Italia

Del caso all’epoca si occupò Il Giornale e anche il deputato ex M5S (ora FdI) Walter Rizzetto che presentò un’interrogazione in commissione al Ministro della Difesa per fare luce sul caso del Maresciallo dei Carabinieri sottoposto a procedimento disciplinare per «islamofobia, xenofobia, omofobia, violazioni dei doveri attinenti al grado ed al giuramento prestato e per aver inficiato l’apoliticità della Forza Armata». Le posizioni di Prisciano sull’Islam, il gender e gli immigrati sono abbastanza note. Ma questo non ha impedito al partito di Giorgia Meloni di candidarlo in Friuli.

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Ad esempio ieri Prisciano scriveva un appello al voto spiegando che è il momento di ripulire la regione dai clandestini e che era ora di dire basta al “razzismo verso gli italiani”. E i termine “ripulire” seguito da “dai clandestini” fa spesso capolino tra i suoi post. Ma non di soli immigrati vive la campagna elettorale. Il 19 marzo, giorno della festa del papà, Prisciano aveva invece lanciato la proposta di creare uno sportello regionale di sostegno ai padri separati “per fermare il maschicidio creato dal Boldrino-pensiero“.

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In un altro post Prisciano se la prende con l’Unità d’Italia ancora non terminata pubblicando una cartina con tutti i territori ITALIANI ancora in mano allo straniero. Finché su tutte le terre italiane non sventolerà il tricolore – concludeva – non potremo parlare di Unità d’Italia. Niente male per uno che si candida a sostegno di un candidato della Lega, quel partito che ha ancora come primo punto dello statuto ” il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”.

Gli immigrati non devono mangiare negli stessi piatti degli italiani

La lotta contro i clandestini però è solo un paravento. Sono gli immigrati il vero problema. Lo dimostra un post dai contenuti razzisti postato ieri pomeriggio. Prisciano se la prende in questo caso contro i minori non accompagnati che usufruiscono del servizio mensa al Civiform di Cividale del Friuli. Dello stesso servizio mensa, denuncia Prisciano fanno uso anche i Carabinieri della stazione di Cividale. Secondo il candidato di Fratelli d’Italia “è assurdo che i Carabinieri vadano a mangiare negli stessi piatti e con le stesse posate degli immigrati minorenni“. Piatti e posate che come in tutte le mense vengono regolarmente puliti e lavati.

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Basta – conclude – Prisciano chiedendo che vengano tutelate le forze dell’ordine. E non si capisce bene da cosa devono essere tutelati i Carabinieri “che usano le stesse posate e gli stessi piatti“. Forse il candidato consigliere teme che possano essere contagiati dagli immigrati?

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Rispondendo ad alcuni commenti Prisciano chiede se un utente “farebbe mangiare i suoi figli in quei piatti“. Ed improvvisamente in un tranquillo angolo di Friuli troviamo gli aspetti più biechi e deteriori del razzismo dell’Alabama segregazionista o del Sud Africa dell’Apartheid razziale.

 

Foto copertina via Facebook.com