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La Campania a rischio chiusura

La Campania è a rischio chiusura? Ieri Vincenzo De Luca  ha nuovamente evocato la parola lockdown nella sua diretta Facebook. La situazione degli ospedali e le rischiete alla Protezione Civile

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La Campania è a rischio chiusura? Ieri Vincenzo De Luca  ha nuovamente evocato la parola lockdown nella sua diretta Facebook. La situazione degli ospedali e le rischiete alla Protezione Civile

La Campania a rischio chiusura

De Luca ha chiesto massima collaborazione ai cittadini: “L’obiettivo – spiega – è avere un equilibrio tra i nuovi positivi e i guariti. Ma se abbiamo mille contagi e duecento guariti è lockdown. Se abbiamo un incremento ogni giorno di 800 nuovi positivi chiudiamo tutto. Non drammatizzo, faccio un calcolo numerico”. Un calcolo che si avvicina pericolosamente, guardando i numeri campani di ieri: 769 positivi e 117 guariti, con 5 decessi. Ci siamo quasi e infatti De Luca manda un messaggio netto al governo: “La mia opinione – dice – è che già oggi forse siamo al punto in cui dovremmo prendere decisioni drastiche. Ma attendiamo, sappiamo che una nuova chiusura generale sarebbe una tragedia. Ma se dovesse porsi il problema l’Italia sarà chiamata a decidere. Quindi meglio essere rigorosi oggi nel rispetto delle regole”. Il governatore, ufficialmente proclamato rieletto dal tribunale, ha ora in testa la preparazione degli ospedali perché, dice, “i ricoveri in terapia intensiva aumenteranno”. “Stiamo completando la fase C – afferma – prevista per un livello di contagio medio-alto. Ora entriamo nella fase D, quella di contagio elevato o elevatissimo. Lavoriamo sui posti letto che al momento ci sono: abbiamo 671 posti di degenza e ne sono occupati circa 520-530, quindi ci sono 141 posti liberi covid. Abbiamo 100 posti di terapia intensiva con 52 ricoveri, l’obiettivo è arrivare a 500”. Qual è la situazione delle terapie intensive? Lo spiega il Mattino:

Con questo ritmo di aumento dei pazienti più gravi tra un mese i posti di terapia intensiva, al Sud, non basteranno. Prendiamo il caso della Campania: tra settembre e ottobre ha sestuplicato i posti occupati causa Covid, oggi sono 63, a metà novembre, se non si inverte la tendenza, saranno quasi 400. Il sistema andrà al collasso. Come siamo arrivati a questa situazione? Era il 9 agosto, spiagge e discoteche si riempivano, il Paese si era illuso che il coronavirus non esistesse in più: negli ospedali di tutta Italia c’erano solo 45 pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid. Un mese dopo, arriviamo al 9 settembre, inizia il risveglio, dalle ferie torna un esercito di nuovi positivi con la seconda illusione secondo cui “sono tutti asintomatici”: i pazienti dei reparti di terapia intensiva sono triplicati, fino a quota 150. Passa un altro mese, gli esempi di Spagna e Francia ci fanno capire che sarà un lungo inverno. E l’incremento dei pazienti gravi, nelle terapie intensive, prosegue: ieri siamo arrivati a 387. Con questo poco confortante ritmo di crescita a dicembre saremo ampiamente sopra quota 1.000. Con un problema in più: l’incremento sta investendo soprattutto il sud, in particolare la Campania, a cui ieri il commissario Domenico Arcuri, ha inviato 150 nuovi ventilatori, mentre il governatore Vincenzo De Luca è pronto a raggiungere un’offerta totale di posti in terapia intensiva pari a 500. Annotazione: la Campania aveva solo 2 pazienti in rianimazione per Covid il 9 agosto, oggi ne ha 63

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Intanto il capo della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli spiega quali sono le misure previste per la Campania dopo le richieste di De Luca:

Però la sanità in Campania è in sofferenza, il governatore De Luca è andato a reclamare al commissario Arcuri e al ministro Speranza non solo solidarietà ma concretezza…
«Non esiste un caso Campania nel senso che i numeri sono alti ovunque: oltre 750 in Campania, 680 in Lombardia, quasi 500 in Veneto, ma il sistema regge e in ogni caso chi andrà in difficoltà verrà aiutato e la Protezione civile farà la sua parte come sempre».

Allora andiamo al punto più direttamente: De Luca chiede forniture di tamponi, mascherine, ventilatori e personale medico e paramedico.
«Per quello che riguarda l’incontro di ieri mi ha Chiamato il ministro Speranza per dare un aiuto in termini di personale sanitario. Abbiamo una task force composta da infermieri e medici che abbiamo reclutato, si fa per dire, perché sono sempre volontari che sono il nervo principale della Protezione civile. Poi ci sono i volontari professionali daremo tutto il supporto che siamo in grado di dare. A me è stata fatta richiesta specifica di personale come è noto delle forniture si occupa il commissario Arcuri».

De Luca si lamenta spesso di un’attenzione particolare della Protezione civile verso le regioni del Nord: le va di tranquillizzare il governatore su questo punto?
«Il presidente De Luca è un grande presidente e sa far valere quelle che sono le esigenze del suo territorio, si prodiga in questa direzione. Noi allo stesso modo ci impegniamo e lavoriamo dal nord al sud passando per il centro: se c’è un settore della vita pubblica dove non esistono differenze è quello della Protezione civile».

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