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Quelli che protestano per i funerali laici di Valeria Solesin

Oggi si sono tenuti i funerali civili di Valeria Solesin, uccisa la sera del 13 novembre nell’attacco dei jihadisti dell’ISIS durante il concerto degli Eagles of Death Metal al Bataclan. Per volere dei genitori di Valeria la cerimonia si è tenuta in Piazza San Marco e non è stata una funzione religiosa ma un rito civile aperto a tutti gli uomini e le donne di qualsiasi credo religioso. Una scelta che è stata da tutti indicata come esempio di civiltà da parte della famiglia di Valeria, seppur straziata dal dolore. Ma che Camillo Langone contesta duramente perché, a suo dire, è un piegarsi ai “coranisti”.

Il sacrilegio in Piazza San Marco

Quelli di Valeria sono stati funerali di Stato, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non solo nel senso istituzionale del termine ma soprattutto perché nell’ultimo abbraccio a Valeria e alla sua famiglia si sono ritrovati assieme in Piazza San Marco persone di tutte le fedi. Il che dovrebbe appunto essere l’immagine del nostro Paese, e che senza dubbio è l’immagine della nostra società. È per questo che il Patriarca di Venezia ha benedetto la bara, i rappresentati delle comunità islamiche hanno espresso il loro cordoglio e l’imam di Venezia ha affidato ad Allah l’anima della giovane. Un rito corale, dove tutte le voci hanno potuto salutare Valeria e augurarle – a loro modo – buon viaggio. Un modo per cercare di curare le ferite del fanatismo senza dover per forza amputare – escludendoli – pezzi sani della nostra società. Ma naturalmente la giornata odierna è anche un’ottima occasione per quelli che hanno altri valori da difendere di dire la loro.
 
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Ed è quello che ha fatto Camillo Langone sul Foglio con la sua preghiera di oggi dal titolo Mi si nota di più se non vado o se vado e resto in disparte? Perché non andrei mai oggi ai funerali atei di Valeria Solesin. Come tanti altri che in questi giorni si sono chiesti se Valeria fosse battezzata o se invece fosse una pericolosa satanista, anche Langone sente la necessità di scagliarsi contro «il rito nichilista» di Piazza San Marco, dove la scenografia della Basilica viene usata come sfondo per i selfie, dove la piazza “di San Marco” viene usurpata da un gesto parassitario e irrispettoso. Ecco quindi che ai funerali ci saranno anche gli uomini che credono nello stesso Corano in cui credevano gli assassini di Valeria, quei bastardi islamici di Libero. Langone profetizza che il rito civile di oggi umilierà Venezia e quando partirà la satanica Imagine tutto sarà – irrimediabilmente – compiuto. Dimentica Langone che la Piazza antistante la Basilica di San Marco non solo la piazza “del Santo” ma è anche il cuore di una città che qualche centinaio d’anni fa si opponeva al potere dello Stato Pontificio. Ed è davvero un peccato che le cose non siano andate come sperava Langone questa mattina, forse il Patriarca di Venezia non ha letto la sua preghierina quando ha parlato di Venezia come città ponte tra culture?


Oppure quando, al termine della cerimonia, è stato suonato l’Inno alla Gioia e non Imagine? Probabilmente Langone lo spiegherà dicendo che Ludwig van Beethoven non era molto religioso (anche se cattolico) e che le sue opere sono un inno al politeismo. Ma non crediate che Langone sia un caso isolato, perché altrove si trovano perle come questa:
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Che nel dubbio deve essere ribadita
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E come non citare un grande classico?
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