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C-Star: la nave anti-ONG costretta a chiedere aiuto alle ONG

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La situazione della C-Star è disperata, ma non seria. La nave di Defend Europe, che nelle intenzioni di Generazione Identitaria doveva servire a «bloccare le barche dei clandestini impedendogli di toccare le coste italiane fin quando la guardia costiera libica non verrà a prenderseli per riportarli indietro», è stata costretta a chiedere aiuto a Sea Eye, nave di una ONG, perché sta riscontrando difficoltà tecniche.

C-Star: la nave anti-ONG costretta a chiedere aiuto alle ONG

A scriverlo è la stessa Defend Europe sulla sua pagina Facebook: «La C-Star è incorsa in un problema tecnico di lieve entità durante la notte; al fine di risolverlo prima che la nave entrasse nella SAR zone e navigasse in prossimità delle altre imbarcazioni, il motore principale è stato spento. Ciò comporta che per il COLREG (regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare) l’imbarcazione è considerata “senza comando”, e ciò è stato comunicato alle navi in prossimità, conformemente al regolamento. Il problema sta per essere risolto».
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La nave in prossimità è Sea-Eye, che tre ore fa su Twitter ha fatto sapere che la C-Star «è stata contattata dal MRCC per fornire aiuto alla #CStar. L’equipaggio si sta quindi dirigendo verso la nave di DefendEurope».

Defend Europe e Generazione Identitaria

In mattinata alla C-Star era stato anche impedito il rifornimento nel porto di Sfax per decisione dell’autorità portuale tunisina. «A seguito del rifiuto dell’autorità portuale tunisina alla richiesta di ingresso nel porto di Sfax della nostra nave (che necessitava di carburante e di viveri) abbiamo scelto di effettuare il rifornimento in alto mare, completandolo ieri pomeriggio. L’ennesimo tentativo di sabotaggio è fallito, con buona pace dei “collettivi nordafricani” costituitisi appositamente per disturbare la nostra missione e tutt’ora convinti di averci persuasi a rinunciare alla tappa tunisina con una ridicola manifestazione nel porto di Zarzis», ha scritto Generazione Identitaria.
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“In mare tutti vanno soccorsi, a prescindere da colore, religione e modo di pensare” ha commentato il direttore della ONG, Michael Busch Heuer. E’ stato un velivolo lussemburghese della missione europea Sophia-Eunavformed a raccogliere, verso le 9, sul canale internazionale, la comunicazione radio con cui la nave anti-immigrati C-Star segnalava di avere un problema ai motori. Si è quindi recato sul posto, per verificare la situazione e inoltrato la segnalazione all’Italian maritime rescue coordination centre (Imrcc), cioè il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo, che ha dirottato in zona la nave della Ong. Nessuna unità del dispositivo Eunavformed era infatti nei pressi della C-Star. La missione dell’Unione europea, varata il 22 giugno 2015, non si occupa in modo specifico del soccorso ai migranti. Tuttavia, nel corso delle attività di pattugliamento, ne sono stati salvati finora quasi 40mila (39.660).