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Burioni: "La nuova moda è terrorizzare con le varianti"

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roberto burioni plaquénil coronavirus

Le varianti del Covid-19. Ormai su giornali, tv e social non si parla d’altro. Dalla prima variante “madre”, quella inglese, che due mesi fa ha scatenato il panico in Europa e nel mondo, alla temutissima variante sudafricana, passando per la brasiliana, fino ad arrivare alla cosiddetta variante nigeriana esplosa a Napoli e collegata a doppio filo al rientro in Italia del calciatore del Napoli Osimhen, di cui abbiamo parlato anche su “Next Quotidiano”.

Ma cosa e quanto c’è di vero? E perché, secondo alcuni, la psicosi di massa legata al diffondersi delle varianti e ai loro effetti sulla campagna vaccinale non è altro che una bolla mediatica che serve solo a spaventare i cittadini?

“Nessun rischio che sfuggano ai più potenti vaccini”

Di questo avviso è, ad esempio, il virologo Roberto Burioni, che sulla sua pagina Facebook ha preso una posizione piuttosto netta proprio sulle varianti.

“La nuova moda è “terrorizzare con la variante” – ha esordito – Vorrei farvi notare che varianti virali emergono continuamente e, fino a prova contraria, non rappresentano un pericolo. Vale per le varianti quello che vale per i cittadini: innocenti fino a prova contraria.
In particolare non c’è nessun elemento che ci faccia pensare che quelle già individuate sfuggano all’azione dei vaccini più potenti, anzi dati preliminari sembrano suggerire il contrario, anche se poi naturalmente dovremo vedere cosa succede in concreto. Per esempio, in concreto in Israele la variante “inglese” è contrastata impeccabilmente dal vaccino.”

La nuova moda è "terrorizzare con la variante". Vorrei farvi notare che varianti virali emergono continuamente e, fino a…

Pubblicato da Medical Facts di Roberto Burioni su Mercoledì 17 febbraio 2021

Insomma, secondo Burioni, le varianti a) sono un fenomeno assolutamente fisiologico nell’evolversi di un virus e b) non abbiamo alcun elemento per ritenere che varianti più contagiose o più virulente del virus originario possano pregiudicare l’azione dei vaccini in circolazione.

“In futuro però non possiamo escluderlo”

Burioni però fa anche una doverosa precisazione, invitando le autorità ad aumentare e ad accelerare la campagna vaccinale:

“Il futuro non possiamo predirlo, ma non è detto che una variante resistente al vaccino possa comparire, pensate solo al morbillo che ha un meccanismo di replicazione del suo genoma a RNA molto più impreciso del coronavirus e questo introduce più mutazioni del coronavirus. Il vaccino contro il morbillo è stato messo a punto negli anni ’60 ed è ancora efficace come il primo giorno. Calma e vaccini, soprattutto tanti vaccini. Se ci sono somministriamoli, se non ci sono produciamoli, se siamo in ritardo non perdiamo altro tempo. Vacciniamo!”