Attualità

Le bufale di Ali Agça su Emanuela Orlandi

Ali Agça torna a parlare del caso di Emanuela Orlandi e i giornali italiani abboccano alle nuove (?) fantastiche (??) rivelazioni (???) della simpatica attention whore un tempo terrorista turco. Nell’ordine, l’intervista all’Ansa in cui Agça è tornato a dire che la cittadina vaticana scomparsa nel giugno del 1983 è viva e nascosta in un convento. Le rivelazioni del terrorista, infatti…

“Il Vaticano sa tutto ma nega tutto – ha affermato Agca – sarà difficile che Emanuela possa riemergere da sola, ed è difficile che il Vaticano possa consegnarla alla sua famiglia. Questo mistero continuerà per molti anni: anche papa Francesco non parla, perché suoi consiglieri gli dicono di non parlare. Emanuela è viva: probabilmente è in qualche convento, e sarà diventata suora. Ma è viva”. “Un consigliere di Ratzinger ha detto a Bergoglio di non parlare mai del caso Orlandi, perché in Vaticano si teme che possa venir fuori qualcosa in grado di danneggiare l’ambiente. Se il Vaticano fosse totalmente innocente, non dovrebbe tacere tanto, e dovrebbe rivelare quello che sa: invece dice che non c’entra niente. Non è vero: Emanuela è nascosta in qualche posto, da un’organizzazione controllata dal Vaticano. Non c’è nessuna malattia genetica nella sua famiglia, e non c’è nessun motivo per ucciderla. Inoltre, in un documento si diceva letteralmente a Ratzinger di non parlare mai del caso Orlandi: non è molto strano? E’ un fatto che porta molti sospetti verso il Vaticano”.

…hanno avuto un seguito impressionate sui giornali italiani. Qui c’è Libero:
alì agça emanuela orlandi 1
Poi TgCom:
alì agça emanuela orlandi 2
E quindi Il Sussidiario:
alì agça emanuela orlandi 3
Ora, quanto tempo è che Alì Agça tira fuori nuove rivelazioni su Emanuela Orlandi? Un po’ di conti possono aiutare. Alì Agça ha detto che la Orlandi è viva e il Vaticano non la molla nell’aprile di quest’anno, nel 2013, nel giugno 2012 in un’intervista a Peronaci per il Corriere, nel giugno 2011 soltanto per ricordare le ultime quattro volte. Più in generale, il collegamento tra la scomparsa della cittadina vaticana e il terrorista turco è una bufala che va avanti dal 1983. Durante l’estate di quell’anno, infatti, cominciarono ad arrivare i “komunicati” firmati Turkesh e altri sedicenti gruppi terroristici che collegavano il caso Orlandi a quello di Agça, e dichiarando che la cittadina vaticana era stata rapita per arrivare a uno scambio di prigionieri con il terrorista turco. Un piccolo dettaglio a monte della storia: nessuno di questi gruppi ha mai fornito, nei tanti comunicati che ha rilasciato negli anni del depistaggio sulla Orlando, mai uno straccio di prova del fatto che la Orlandi fosse viva e si trovasse nei luoghi che venivano via via indicati. C’è di più: Adele Rando, il giudice che ha chiuso il primo processo su Emanuela Orlandi, ha stabilito che tutte le voci che volevano la cittadina vaticana chiusa in un convento in Svizzera, in Francia, poi al confine tra la Turchia e la Romania e via inventando, erano completamente false e sono state messe in giro dai turchi arrestati all’epoca per ottenere sconti di pena e facilitazioni nel regime carcerario. Tutte le storie su cui oggi si basa Agça sono state verificate e sono risultate false. Ciò nonostante, lui continua da anni a propagandare le stesse favole che prendono per il culo la famiglia Orlandi e la magistratura italiana. Padronissimo, per carità. Ma sarebbe bello che almeno i giornalisti la smettessero di abboccare. Giusto per evitare di fare ancora una volta la figura dei fessi.