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Brunetta e l'epurazione di Massimo Giannini

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Renato Brunetta a Ballarò ieri ha dato spettacolo “difendendo” un imbarazzatissimo Massimo Giannini, «epurato» dal premier secondo quanto detto dal capogruppo alla Camera di Forza Italia. Nello scambio, andato in onda mentre si parlava del referendum e Brunetta lamentava “l’occupazione delle tv” da parte di Renzi (e se lo dice un seguace di Berlusconi, deve essere per forza vero), il “Premio Nobel mancato” – come l’ha apostrofato il premier – ha parlato di «regime che caccia via lei (Giannini) dalla televisione» e ha detto di voler difendere anche la sua (di Giannini) libertà in televisione. La risposta di Giannini è stata chiara: «Ma io me la difendo anche da solo, grazie».

Brunetta e l'epurazione di Giannini di next-quotidiano
La parte più demenziale della querelle è necessariamente l’atteggiamento di Brunetta, che ha sempre difeso il suo premier nei confronti delle accuse piovutegli addosso negli anni precedenti e in particolare dopo il cosiddetto Editto bulgaro, che è diventato improvvisamente un difensore della libertà di stampa di prima classe quando le “epurazioni” sono arrivate durante il governo Renzi. Riguardo il merito della questine, è assolutamente una bufala parlare di epurazione nei confronti di Nicola Porro considerando che al conduttore, al posto di Virus, è stato offerto un altro programma con lo stesso compenso da mandare in onda però in seconda serata: il vero problema di Virus è che per l’intero anno e a parte un colpo di coda nelle ultime puntate ottenuto grazie al fatto di aver ospitato personaggi che negano l’importanza dei vaccini è stato al di sotto delle medie di rete per Raidue.

Brunetta e Renzi in tv di next-quotidiano
Giannini, invece, nella giornata di domenica 8 maggio ha lanciato un duro attacco indirizzato nei confronti di Matteo Renzi. Il conduttore – ospite del panel “L’inchiesta” con Sarah Varetto, – ha parlato della funzione del servizio pubblico e in generale di tutta l’informazione: “Ho sentito di recente di nuovo il presidente del consiglio dire, durante uno dei suoi ennesimi attacchi ai talk show – perché ce l’ha qua, non c’è niente da fare -, che in realtà televisione ed il servizio pubblico si devono adeguare all’idea che si deve assecondare la ricostituzione di quel clima di fiducia di cui c’è bisogno in Italia. Per come la vedo io, proprio no. Questa non è la Rai, questa è l’Eiar (l’ente monopolista delle radiodiffusioni durante il periodo fascista, ndr). E’ un’altra cosa. Lo dico con assoluta trasparenza e serenità, non c’è un discorso ideologico in quello che sto dicendo, né un atteggiamento contro il governo o Renzi”. Il programma di Massimo Giannini, in onda su Rai 3, ha totalizzato ieri sera 1 milione 154 mila spettatori e il 5.24 per cento di share.