Fatti

Borja Valero e la decisione di giocare in Promozione al Lebowski per una scelta di cuore

@neXt quotidiano|

borja valero promozione lebowski fiorentina serie a

A 36 anni un calciatore professionista inizia a fare diverse valutazioni sulla sua carriera: c’è chi prova a spingersi oltre, rimandando il più possibile il ritiro e rischiando di vedere le proprie gambe non più capaci di reggere gli alti ritmi del calcio professionistico. C’è chi inizia a studiare da allenatore, chi viene ingaggiato dalle tv per il commento tecnico delle partite. E poi c’è chi si mette totalmente in gioco da zero. Come ha fatto Borja Valero, che dopo l’ultima stagione alla Fiorentina ha deciso di andare a giocare in Promozione sposando il progetto del Centro Storico Lebowski.

Fondato nel 2010, con un nome che rende omaggio a Firenze e al film dei fratelli Cohen del 1998, Il Grande Lebowski (tanto che il volto del protagonista, Drugo, appare sulla divisa della squadra), è nato dall’idea di un gruppo di ragazzi la cui passione per il calcio milionario delle televisioni e dei procuratori stava svanendo e che sognava il ritorno ai valori fondanti dello sport.

La società si regge interamente sull’autofinanziamento e sull’aiuto degli appassionati. “Non ho scelto il Lebowski perché volevo continuare a giocare. L’ho fatto perché credo di poter aiutare la squadra ad avere un po’ di visibilità. Quando ho accettato ho pensato a quando da ragazzino giocavo in un campetto polveroso, alimentando i miei sogni. Io mi rivedo in loro”, ha spiegato lo stesso Borja Valero in un’intervista al Corriere della Sera.

Gli stessi fondatori del club, nella lettera a lui indirizzata nella quale gli chiedevano se fosse interessato ad unirsi alla squadra, avevano scritto: “Sarebbe straordinario per l’essenza del nostro progetto, per qualcosa che ha a che fare con una visione, con un sogno”. Domanda e offerta che si incontrano: Borja Valero giocherà con il Lebowski con l’unica finalità di divertirsi, far divertire e dimostrare l’esistenza di un calcio che può esistere anche senza ansie.