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Mosca impedisce l’ingresso in Russia di Boris Johnson (e di altri dieci funzionari inglesi)

La decisione arriva dopo l’imposizione da parte di Londra di nuove sanzioni alla Russia. Nel frattempo, il Times riporta che nelle ultime due settimane le forze speciali dell’esercito del Regno Unito sarebbero state a Kiev per addestrare i militari ucraini.

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La Russia ha ufficialmente vietato l’ingresso nel Paese al primo ministro britannico Boris Johnson e altri membri del suo governo, di fronte alla posizione “ostile” di Londra nei confronti di Mosca. A renderlo noto è stato il ministero degli Esteri russo, con un comunicato dove spiega che la decisione è stata presa dopo l’imposizione da parte di Londra di sanzioni alla Russia a causa delle sue operazioni militari in Ucraina.

“Questo passo è stato compiuto in risposta alla sfrenata campagna informativa e politica di Londra volta a isolare la Russia a livello internazionale – si legge nella nota del ministero – creare condizioni per limitare il nostro Paese e strangolare l’economia interna”. Il veto, oltre a Boris Johnson, è esteso anche al Segretario agli Esteri britannico Liz Truss, al Segretario alla Difesa Ben Wallace e ad altri  dieci membri del governo e politici britannici. Nella ‘lista nera’ – che, fa sapere Mosca, sarà ampliata, anche l’ex primo ministro Theresa May.

Mosca impedisce l’ingresso in Russia di Boris Johnson (e di altri dieci funzionari inglesi)

La notizia arriva in concomitanza con uno scoop del Times, secondo il quale nelle ultime due settimane le forze speciali dell’esercito del Regno Unito sarebbero state a Kiev per addestrare i militari ucraini. Come riportato dal giornale britannico, le truppe inglesi avrebbero insegnato come utilizzare alcuni tipi di armi, come i razzi anti-carro Nlaw. Una notizia che, se confermata, potrebbe avere ripercussioni molto pesanti, visto che si tratta della prima volta dall’inizio del conflitto in cui si registra la presenza di militari Nato sul suolo ucraino.

Dal canto suo Mosca ha dichiarato che la continua assistenza dell’Occidente all’Ucraina è significativa del fatto che “la terza guerra mondiale è già iniziata”, mentre si fa sempre più pressante la minaccia di Putin riguardo all’uso di armi chimiche o nucleari.