Fatti

Nessuno si fida del “Freedom Day” di Boris Johnson: a Londra mascherine anche dopo il 19 luglio

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha esteso l’obbligo di indossare mascherine sui mezzi pubblici anche dopo il “Freedom Day” annunciato da Boris Johnson, che dal 19 luglio ha disposto la fine di tutte le misure anti-covid

londra zero decessi covid Boris Johnson Gran Bretagna

A due giorni dal “Freedom day”, quando il 19 luglio in tutto il Regno Unito cadranno le restrizioni anti-covid per volere del primo ministro inglese Boris Johnson, sempre più enti e istituzioni voltano le spalle al titolare del 10 di Downing Street. La variante Delta corre nel Paese, sono oltre 50mila i nuovi contagi registrati in 24 ore (un record dal gennaio scorso) e solo nella prima settimana di luglio ci sono stati oltre mezzo milioni di britannici forzati a stare in isolamento dal sistema di allerta del Track and Trace. Non sembra – e non è, infatti – il contesto migliore per immaginare di abbandonare l’uso della mascherina, soprattutto negli spazi al chiuso. È dello stesso parare Sadiq Khan, sindaco di Londra, che ha disposto che i dispositivi di protezione individuale debbano essere mantenuti almeno sui mezzi pubblici. Sulla scia di questa decisione, anche diverse catene di negozi hanno annunciato che continueranno a chiedere ai clienti di indossare le mascherine mentre fanno acquisti. Nelle scuole, che in Gran Bretagna chiudono il 23 luglio, sono partiti avvisi via sms ai genitori affinché continuino a far indossare la mascherina ai propri figli fino all’ultimo giorno.

Tutti contro Boris Johnson

Terra bruciata intorno a Boris Johnson, la cui decisione di allentare definitivamente le restrizioni era finita nel mirino di diversi scienziati provenienti da tutto il mondo , che avevano siglato una lettera di biasimo sull’autorevole rivista scientifica “The Lancet”. “Errare è umano perseverare è diabolico”, ha detto Walter Ricciardi, presidente della World Federation of Public Health Associations, anche lui firmatario della lettera. Una strategia, quella di raggiungere l’immunità di gregge tramite i contagi, che per il Dottor William Haseltine di ACCESS Health International, negli Stati Uniti, è “un piano disastroso perché condannerà decine di migliaia di persone alla morte o ai danni di lungo periodo causati dal Covid”.

Le ammissioni nel governo inglese

Il ministro della Sanità Sajid Javid, che oggi è risultato positivo e ha rivelato di avere “sintomi lievi” dopo aver ricevuto entrambe le dosi di vaccino, ha previsto la possibilità di arrivare a 100mila contagi al giorno alla fine dell’estate. Se anche un semplice 1% di questi positivi avesse bisogno di ospedalizzazione il sistema sanitario potrebbe essere messo in ginocchio. Lo stesso consulente scientifico dell’esecutivo, Chris Witty, ammette: “I ricoveri raddoppiano ogni tre settimane e potrebbero raggiungere numeri spaventosi in futuro. La pandemia ha ancora molta strada da fare in Regno Unito”. “Il piano del governo Johnson non avrà un impatto sullo sui britannici ma colpirà tutti noi – ha aggiunto Christina Pagel, Direttrice dell’Unità di ricerca clinica del University College London – per via della nostra posizione come centro nevralgico dei viaggi internazionali, ogni variante che diventa dominante nel Regno Unito ha molte probabilità di diffondersi nel resto del globo”.