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Borghi prova a dare lezioni sul lockdown a Crisanti. Che lo zittisce | VIDEO

Il deputato della Lega: “Il lockdown ha portato pochi o nessun risultato”. Il microbiologo: “La nullità di quello che ha detto si giustifica da sola, non voglio aggiungere altro”

Lo scontro tra il microbiologo Andrea Crisanti e il deputato della Lega Claudio Borghi va in scena a Piazzapulita, il programma condotto da Corrado Formigli su La7. Più che di uno scontro, si tratta di una lezione che dà – con poche parole – il dottore a Borghi. In sostanza: c’è il leghista che arriva in studio sventolando qualche foglio, su cui – dice lui – c’è un autorevolissimo studio dell’università di Stanford. Sostiene, e lo dice con un lungo preambolo (e con parole: “fortuna che studio”) che il lockdown non sia servito. E, si badi bene, non quello parziale degli ultimi mesi, ma in generale, quello a cui tutti siamo stati obbligati all’inizio della pandemia. Alla domanda di Fromigli sul se “dovevamo tenere sempre aperto, da febbraio del 2020 non avremmo mai dovuto chiudere?”, lui ha risposto con un sì: “Probabilmente non sarebbero stati gravi i risultati”. Ma andiamo con ordine.

Il discorso del leghista

La prima domanda del giornalista è sul “no” all’ultimo decreto: “State remando contro il decreto riaperture”. Ma Borghi non ci sta, e si intesta le riaperture con parole quantomeno ambigue (come a dire: per le riaperture è roba nostra, per le chiusure no): “Il decreto riaperture è nostro, cioè, vale a dire: lo abbiamo chiesto noi. Purtroppo abbiamo scoperto che oltre alle riaperture c’erano anche delle chiusure. O quantomeno c’erano delle cose che non andavano bene”. E poi, ecco il discorso sullo studio e il lockdown:

Però io primo ho sentito dei numeri molto allarmistici o così via. Però vede, io sono una persona fortunata, perché non a tutti è stata data l’opportunità di servire la propria nazione e cerco di farlo con il massimo di studio e di impegno. E quindi io come rappresentante dei cittadini studio. Partiamo da alcune cose che sono state dette, che il lockdown funziona, salva vite, che è possibile misurare il costo dei morti. Io, per carità con tutto il rispetto per il professore Crisanti, se io devo prendere una decisione importante, devo andare a sentire chi sono i massimi esperti al mondo di epidemiologia, vedo cosa scrivono e poi prendo delle decisioni. Crisanti è un esperto della genetica della zanzara anofele, è un’ottima cosa. Fa degli studi perfetti, ma non è un esperto di queste cose. Ho preso il professore di Stanford e ci dice che il lockdown ha portato pochi o nessun risultato, in tutti gli studi. Ha concluso che gli studi sul lockdown non portano risultati.

La risposta di Crisanti a Borghi

A questo punto Formigli interpella Andrea Crisanti, anche perché quando ha parlato di lui come esperto della zanzare (la malaria) lo ha fatto anche con un tono quasi derisorio. La risposta del microbiologo:

La nullità di quello che ha detto si giustifica da sola, non voglio aggiungere altro. L’unica cosa che voglio aggiungere è che io sono contento della mia esperienza come esperto di malaria, perché contrariamente a lei che è stato in Parlamento io ho visto cosa significa un’epidemia, ho visto come si combatte. Io sono molto contento dell’esperienza che ho avuto, perché mi è servita moltissimo, contrariamente ad alcune persone del suo partito che hanno sempre detto che il virus era morto o era diventato più buono. Sta davanti agli occhi di tutti quanti la scempiaggine di quello che hanno detto. Il virus è morto.