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Bobo Maroni prova a far censurare il libro che parla di lui

roberto maroni copertina

Roberto Maroni ha inviato diffide legali alle televisioni Rai e La7 per impedire la presentazione nelle trasmissioni televisive de “Il potere dei segreti”, libro di Marco Lillo, vicedirettore del Fatto Quotidiano: nel libro ci sono le telefonate agli atti di un’inchiesta della procura di Reggio Calabria non ancora terminata che riguarda Maroni e il racconto del rapporto con Isabella Votino. La storia la racconta oggi Carlo Tecce proprio sul Fatto:

Il governatore prova a censurare Lillo con la lettera del 28 aprile, dopo una doppia apparizione nel servizio pubblico, a Virus su Rai2, ad Agorà su Rai3: “Devo con rammarico rilevare che la promozione del libro (edito da Paper First del Fatto,ndr) in occasione delle vostre trasmissioni aggravi le conseguenze del reato e configuri a sua volta un illecito penale quale condotta di concorso nel reato, ovvero di favoreggiamento, anche attraverso l’utilizzo di atti o documenti di provenienza illecita (corpo del reato)”. Maroni si rivolge ai vertici di viale Mazzini e in copia a Federico Cafiero De Raho, procuratore a Reggio Calabria, perché l’indagine è partita lì e perché lì Marco Lillo è accusato di rivelazione di segreto istruttorio. Con questa infuocata premessa, Maroni conclude: “Vi intimo e diffido pertanto ad adottare ogni misura idonea a evitare il protrarsi di tali condotte incaute e favoreggiatrice e ad astenervi peril futuro dal promuovere nelle vostre trasmissioni la citata pubblicazione”.

marco lillo il potere dei segreti

I DIRIGENTI di La7 non rispondono e non inoltrano la missiva ai giornalisti, viale Mazzini non replica a Maroni, ma l’uffi cio legale –il 27 maggio –allerta i direttori di testata e dei canali e, ,sconsiglia di ospitare il vicedirettore del Fatto Quotidiano:“La partecipazione per il futuro del predetto giornalista è rimessa alle opportune valutazioni editoriali che – in considerazione della contestazione in questione – dovranno considerare la sussistenza o meno di una fondata motivazione a soddisfare imprescindibili esigenze di cronaca e di critica.(…)Faccia mo presente la necessità di adottare le più adeguate cautele affinché il giornalista, qualora ospitato per le sopra indicate esigenze,sia richiamato alla propria personale responsabilità”.