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Beppe Grillo e lo «scandalo» del Palazzo del Grillo in affitto per pochi centesimi

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Beppe Grillo scrive oggi una lettera aperta pubblicata sul Fatto Quotidiano e indirizzata ai Cavalieri di Malta. Il casus belli è l’affitto del Palazzo del Grillo, un tempo appartenuto al nobile romano e sito tra via Alessandrina e piazza del Grillo, ovvero ai Fori Imperiali nel pieno Centro Storico di Roma.

Beppe Grillo e lo «scandalo» del Palazzo del Grillo

Lo stabile, che non è quello utilizzato per girare il film di Alberto Sordi, è oggi in uso ai Cavalieri di Malta, che pagano 14,40 euro l’anno per l’utilizzo. Di qui la lettera di Beppe, che chiede ironicamente un aumento del 20% della pigione:
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Sono qui a chiedervi un piccolo aumento della pigione che versate al Comune, nella rispettosa speranza che l’avvento di questi tempi cupi faccia da scudo alla mia apparente avventatezza: possiamo fare il 20 per cento? Capisco che è una percentuale elevata, ma l’enorme debito accumulato da Roma Capitale negli ultimi decenni mi fa essere agguerrito sino a vincere questa timidezza ancestrale. Ho pensato ai Vostri lustri, a quanto avete fatto per Roma, alle Crociate.
Nella mia avventatezza, Ve lo confido con lo spirito di un cucciolo smarrito, ho un certo timore a chiederVi pubblicamente di voler condividere con i cittadini i guai della città! Avete già fatto tanto, Voi cavalieri del Sovrano Ordine, per questo Paese dissennato, per questa città, ne sono ben consapevole. A conti fatti si tratterebbe del 20 per cento di 14,40, cioè 2,88 in più…euro…all’anno. Su base mensile 2,88 diviso dodici mensilità sarebbero 24 centesimi in più, al mese.

I Cavalieri di Malta e l’affitto per pochi centesimi

Ci sono però delle precisazioni da fare riguardo la storia. Che uscì oltre un anno fa, quando il prefetto Tronca fece pubblicare una lista di immobili a canoni ridicoli tra cui comparve anche il palazzo del Grillo, affidato ai Cavalieri di Malta nel 1946 per 24mila lire all’anno, riconvertite in 12 euro. Uno al mese. “È un caso eclatante – raccontava all’epoca Alessandra Cattoi, assessora al patrimonio della Giunta Marino – ma ce ne sono molti altri simili. Possiamo dire che hanno ristrutturato il complesso, lo tengono come un gioiellino e organizzano eventi di livello. Credo però ci sia un problema di principio: perché loro e non altri? Perché non dare l’opportunità anche ad altre fondazioni”.

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Palazzo del Grillo: foto da Google Maps

All’epoca però i Cavalieri di Malta risposero alle critiche spiegando le motivazioni dietro il pagamento di un canone irrisorio: “La nostra sede non può essere paragonata all’appartamento di un privato. Questo palazzo è un bene artistico dal quale partono numerose iniziative umanitarie”, disse il direttore del Corpo italiano di soccorso dell’ordine di Malta (Cisom), Mauro Casinghini. “Nel 1460, quando venne dato in uso al Sovrano militare ordine di Malta i cavalieri non erano ancora arrivati a Malta”, spiega. “Nel tempo è divenuto un convento e poi è tornato nel 1946 all’ordine di Malta – dice Casinghini – Il canone concessorio è rimasto quello del 1946. Paghiamo al mese 15 euro circa. Ma non ci siamo mai opposti a un aumento. Mi preme però sottolineare che il nostro vero canone sono le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria che per questo stabile, due piani e una cappella, si aggirano sui 30mila euro annui. Soldi che spendiamo noi, ovviamente”.
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Il direttore del Cisom sottolineò che “la sede, dove lavorano una quindicina di persone, è aperta due volte a settimana al pubblico, che col Comune di Roma svolgiamo attività culturali e che la cappella è aperta ogni domenica per la messa alle ore 11. Ma soprattutto è da questa sede che parte il coordinamento italiano e internazionale dei soccorsi umanitari nel canale di Sicilia e nel mar Egeo, dove c’è l’emergenza profughi. Non solo, in questa sede viene coordinata la distribuzione di pasti ai senzatetto di Roma che avviene tutti i martedì e giovedì sera, per migliaia di pasti l’anno”.