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Benzema condannato a un anno per il caso “Sextape” del video hard di Valbuena

Il campione franco-algerino Karim Benzema è stato condannato dal Tribunale di Versailles a un anno per complicità nel tentativo di ricatto dell’ex compagno di squadra Mathieu Valbuena

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Lo scandalo “sextape” costa a Karim Benzema una pena di un anno di reclusione. L’attaccante francese del Real Madrid è stato infatti giudicato colpevole dal Tribunale di Versailles per complicità nel tentativo di ricatto dell’ex compagno di squadra Mathieu Valbuena per la vicenda dei video hard risalente all’autunno del 2015. Dal ritiro di Clairefontaine, Benzema entrò in contatto con Valbuena, entrambi convocati dal ct Didier Deschamps, per dirgli che un filmato che lo mostrava mentre aveva un rapporto sessuale era finito nelle mani sbagliate.

Lo scandalo del video hard che coinvolge Benzema e Valbuena

La sequenza era stata registrata in un file da un collaboratore di Valbuena che avendo problemi di soldi aveva elaborato un piano che coinvolgeva anche un amico d’infanzia di Benzema, Karim Zenati. Sarebbe stato proprio da una richiesta di quest’ultimo che il 6 ottobre 2015 che Benzema contattò l’ex centrocampista del Marsiglia per proporgli un aiuto per risolvere il problema: una telefonata anonima in cui gli veniva richiesto di entrare in contatto con i ricattatori e pagare la somma di 150.000 euro. Per gli investigatori, si trattò di un atto di complicità nel tentativo di estorsione ai danni del collega. Durante l’udienza, Valbuena, 37 anni, attuale centrocampista dell’Olympiakos in Grecia ha spiegato che se il video fosse stato reso pubblico sarebbe stata a rischio la sua stessa carriera.

I legali del franco-algerino annunciano ricorso

Benzema, che è stato condannato anche a pagare una multa di 75mila euro, non aveva partecipato ai tre giorni di processo del mese scorso e non era presente nemmeno oggi durante la lettura della sentenza, perché impegnato con il Real Madrid in una trasferta di Champions in Moldavia. Anche gli altri quattro imputati, Axel Angot, Mustapha Zouaoui, Younes Houass e Karim Zenati, sono stati giudicati colpevoli, con condanne che partono da 18 mesi di reclusione con sospensione della pena a due anni e mezzo. I legali dell’attaccante hanno subito annunciato che il loro cliente è intenzionato a presentare ricorso.