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"La guerra non è un videogioco, chissà se lo ha capito", gli insulti social contro Benjamin Giorgio Galli

neXt quotidiano|

Benjamin Giorgio Galli

È morto in Ucraina durante uno dei tanti scontri a fuoco di questa guerra che prosegue ormai da 7 mesi. Benjamin Giorgio Galli, un 27enne italo-olandese originario della provincia di Varese si trovava in quel Paese martoriato dal conflitto. Aveva deciso volontariamente di arruolarsi presso la Legione Internazionale di difesa di Kyiv, nelle vesti di foreign fighters. E proprio lì è deceduto. La notizia è stata diffusa nei giorni scorsi e, come purtroppo capita spesso, sui social è dilagato il classico odio con messaggi e commenti pubblicati da utenti che festeggiano per quanto accaduto e altri che hanno criticato quella scelta di arruolarsi per andare a difendere un Paese “non suo”.

Benjamin Giorgio Galli, gli insulti social contro il foreign fighter morto in Ucraina

La valanga d’odio si è consumata in poche ore. I seguenti sono solo alcuni esempi di quel che è stato scritto sulla sua bacheca Facebook, a commento della sua ultima foto pubblicata lo scorso 18 giugno sul social.

Di tutto e di più. Commenti ironici, di condanna e altri “festanti”, accompagnati dalla classica bandiera Russia abusata dai filo-putiniani italiani. E la sorella di Benjamin Giorgio Galli ha deciso di replicare ad alcuni di questi pensieri ricolmi d’odio contro il fratello:

“Ben era un’anima pura. Ha scelto di andare in Ucraina per aiutare le persone e non spinto da ideali politici. Lui voleva la pace. Ci si sacrifica per ciò che si vorrebbe e spiace vedere gente ignorante e insensibile che scrive senza sapere nulla. Lui era mio fratello, l’unica persona che mi è sempre stata vicina. Nel mio primo ricordo c’è lui”.

E anche la madre del giovane italo-olandese, poche ore dopo le prime esternazioni social contro aveva chiesto rispetto per il lutto:

“Nessuno si permetta di giudicare la scelta, oltre al dolore che stiamo provando non infangate la memoria di un ragazzo con un ideale, la libertà, non ha accettato l’invasione russa in un popolo sovrano ed è andato volontario ad aiutare i suoi fratelli”.