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Benedetta Arese Lucini: l'addio a Uber e il governo con Renzi?

Improvviso ma non improvvisato. L’addio di Benedetta Arese Lucini, 32enne manager, a Uber è arrivato ufficialmente ieri anche se da un paio di giorni era nell’aria ma veniva smentito dagli addetti alla comunicazione dell’azienda. La country manager per l’Italia però, racconta oggi il Corriere della Sera, paga l’incapacità di entrare in sintonia con il mercato italiano e non aver saputo comunicare:

Di passione, sicuramente, la manager 32enne, ne ha messa molta per far accetta re in Italia il servizio che permette di trovare un’auto con autista, diverso da taxi e autonoleggio. Purtroppo senza risultati considerati apprezzabili dall’azionista. Contestata dai tassisti di tutto il mondo, Uber ha ricevuto, infatti, un trattamento duro nel nostro Paese, dove ha vissuto una identificazione totale con la sua general manager, divenuta oggetto di minacce e pesanti insulti anche sessisti, come il violento striscione appeso a poca distanza dalla sua abitazione, contenente l’indirizzo di casa. Secondo quanto si racconta, i vertici della App californiana imputano proprio questo alla manager: non essere riuscita a entrare in sintonia con il mercato italiano e non aver saputo comunicare.

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Ma la ricostruzione viene smentita dall’interessata, per la quale si parla anche di un incarico pubblico nel governo Renzi:

Una ricostruzione, va detto, che viene smentita in ambienti vicini all’ex general manager, la quale ha già detto di avere, invece, nuove sfide da cogliere da settembre, pur se non ancora definite nei dettagli. Quali siano Arese Lucini non l’ha anticipato, ma in ambienti romani si ipotizza un suo possibile coinvolgimento da parte del premier Matteo Renzi nell’ambito dei trasporti.