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La forza della 62enne di Bari che dopo 38 anni denuncia le violenze del marito

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Un incubo durato 38 anni. 38 anni passati tra soprusi e violenze, tra botte e calci, tra abusi fisici e psicologici. È il dramma vissuto da una 62enne di Bari che ha avuto, alla fine, la forza di denunciare il marito di 66 anni dopo tutto questo tempo. E che grazie alla recente normativa introdotta con il Codice Rosso – che prevede una ‘corsia’ veloce e preferenziale per le denunce e le indagini riguardanti casi di violenza contro donne o minori – è riuscita a portare l’uomo a processo in tempi brevissimi.

La forza della 62enne di Bari che dopo 38 anni denuncia il marito per violenze

L’ultimo abuso, quello che l’ha spinta a sporgere denuncia, è avvenuto lo scorso ottobre. Il 66enne l’avrebbe prima colpita con un pugno nello stomaco e poi l’avrebbe afferrata per la gola, rischiando di soffocarla. La sera stessa, la donna ha messo un punto alla situazione e con il referto ospedaliero si è presentata alla stazione dei carabinieri per denunciare l’uomo.

Grazie alla nuova normativa sul Codice Rosso, la 62enne ha ottenuto che il marito fosse allontanato dopo pochi giorni dalla casa familiare e che fosse sottoposto a giudizio immediato da parte del pm Marcello Barbanente. Il processo è iniziato qualche giorno fa, appena quattro mesi dopo la denuncia. Davanti alla giudice Valentina Tripaldi, la vittima  – con l’associazione Gens Nova che si è costituita parte civile assieme alla donna – ha raccontato i soprusi subiti.

“Il rapporto con mio marito è sempre stato problematico, a causa del suo comportamento autoritario, accentratore, vessatorio e violento. Il tutto è iniziato nel 1984, quando ho scoperto delle sue abitudinarie frequentazioni con altre donne e del vizio del gioco”, ha dichiarato la 62enne, come riporta La Repubblica.

“Nel corso delle nostre discussioni, ormai quotidiane, lui mi aggrediva e denigrava con espressioni come: sei brutta, sei ignorante, non vali niente. Io ho sempre cercato di smorzare i toni, ma quando mi sono opposta verbalmente sono stata aggredita con pugni nello stomaco e ai fianchi, strozzamenti, colpi alla gola, tali da togliere il fiato, per poi tentare di abbracciarmi per sminuire l’accaduto”. La donna ha dichiarato di aver resistito per i figli, ma ora che questi sono cresciuti ha deciso di denunciare tutte le vessazioni subite.