Attualità

Alessandro Cannavacciuolo: chi ha avvelenato i cani dell'attivista della Terra dei Fuochi?

Questa mattina Sergente e Belle, i due cani da pastore della famiglia Cannavacciuolo sono stati trovati morti. Avvelenati. Si potrebbe trattare di una notizia di poco conto, di quelle che si leggono continuamente sui giornali se non fosse che i Cannavacciuolo di Acerra sono la famiglia di pastori ambientalisti che da anni è impegnata a denunciare l’inquinamento del territorio e della terra dei fuochi. Da parecchi anni le pecore non ci sono più, abbattute a causa dell’avvelenamento da diossina. I due maremmani invece erano rimasti a custodire la proprietà della famiglia. Fino a ieri.

IO STO CON ALESSANDROOggi qualcuno ha ucciso, avvelenandoli, i due cani di Alessandro Cannavacciuolo, un amico e un…
Posted by Valeria Ciarambino on Wednesday, 4 November 2015

Un attacco contro chi denuncia il sistema di potere che avvelena la Campania

La Presidente del gruppo consigliare regionale del MoVimento 5 Stelle Valeria Ciarambino ha espresso la sua solidarietà ai Cannavacciuolo. Si sospetta che i due animali siano stati uccisi come gesto di ritorsione nei confronti dell’impegno ecologista della famiglia Cannavacciuolo in particolare si teme che si tratti dell’ennesimo episodio di intimidazione nei confronti di Alessandro Cannavacciuolo, ventisettenne attivista del MoVimento 5 Stelle (con il quale è stato candidato al Consiglio Regionale della Campania) che da anni lotta contro l’avvelenamento della sua terra puntando il dito contro i Pellini, gli imprenditori impegnati nel lucroso business dello smaltimento dei rifiuti sospettati di avere legami con clan Belforte di Marcianise accusati di aver sversato i rifiuti tossici nelle campagne di Acerra e condannati in Appello a sette anni di carcere per disastro ambientale aggravato. Sentenza definita da molti incompleta perché non sono stati individuati i mandanti, ovvero gli industriali che avevano commissionato a Giovanni Cuono e Salvatore Pellini lo smaltimento illecito dei rifiuti. Alessandro è il nipote di Vincenzo Cannavacciuolo, il pastore morto a 59 anni nel 2007 per un cancro ai polmoni a causa delle esalazioni di diossina dovute ai roghi di rifiuti della Terra dei Fuochi.

alessandro cannavacciuolo Pellini terra dei fuochi
Alessandro Cannavacciuolo (via Facebook.com)

Questo non è certo il primo atto di intimidazione nei confronti di Alessando Cannavacciuolo. Dopo l’ennesima telefonata minatoria tre anni fa era anche stata aperta una petizione online indirizzata al Ministro dell’Interno per chiedere che venisse assegnata una scorta ad Alessandro:

Alessandro Cannavacciuolo, attivista di Acerra, più volte minacciato di morte, ha ricevuto un’ ennesima telefonata intimidatoria. La sua vita è in pericolo perchè cerca di fare chiarezza sulle discariche abusive che avvelenano la sua terra e i prodotti che vi vengono coltivati e che arrivano sulle tavole di tutti.
Alessandro è un attivista di vecchia data, nipote del pastore Vincenzo, che a sua volta denunciò fino alla morte – avvenuta per avvelenamento da diossina – la distruzione del territorio di Acerra da parte degli speculatori collusi con la politica.
Più volte Cannavacciuolo ha denunciato i Pellini (noti imprenditori di Acerra), per inquinamento ambientale con materiali tossici-nocivi.
Alessandro, scampato anche ad agguati e continuamente sotto minaccia, ha recentemente presentato denunce per la sospetta presenza di rifiuti tossici sotto una scuola materna di recente costruzione (Istituto “Bosco Incantato”) e per abusivismo edilizio con coinvolgimento di impiegati comunali.
Giorni addietro ha trovato imbrattata di vernice rossa e incollata al suolo la serranda del bar di proprietà della sua famiglia.
Non lasciamolo solo. Chiediamo la scorta per Alessandro.