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Austria, quei 300 sacerdoti ribelli che continueranno a benedire le unioni dello stesso sesso

La decisione arriva in risposta alla chiusura del Vaticano sul tema

prete sospeso overdose

Un gruppo di oltre 300 sacerdoti austriaci di orientamento liberale ha annunciato che continuerà a benedire le unioni fra persone dello stesso sesso malgrado il divieto del Vaticano, che ha ribadito il suo il ‘no’ alla benedizione delle unioni omosessuali, anche se si tratta di relazioni stabili.

“Questo decreto è un affronto per molti cristiani, discredita il messaggio di libertà di Gesù”, si legge in un documento diffuso dal movimento Pfarrer-Initiative (Movimento dei pastori), dopo che ieri la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ribadito il No alla benedizione delle coppie omosessuali.

Il gruppo austriaco contesta le argomentazioni del Vaticano e annuncia l’intenzione di voler continuare a benedire in chiesa le coppie omosessuali. Già nel 2011, Pfarrer-Initiative aveva lanciato “un appello alla disobbedienza” premendo per l’ammissione al sacerdozio di donne e uomini sposati.

Sullo stesso tema era intervenuta poche ore fa un simbolo della comunità LGBTQ italiana come Vladimir Luxuria. Che all’Adnkronos ha preso una posizione netta sul tema, ricordando ”quel processo avviato da Papa Francesco che ci ha fatto sperare in una novità, in una maggiore apertura e in un ponte” e sottolineando come “con queste dichiarazioni tale processo subisce uno stop”.

”La posizione della Chiesa la conoscevamo già da un po’ di tempo -prosegue- Sappiamo che l’unica istituzione che la Chiesa riconosce è il matrimonio tra uomo e donna a fini procreativi, che dovrebbe essere anche un vincolo indissolubile. Ci sono poi le leggi dello Stato, quella sul divorzio e quella sulle Unioni Civili, perciò la Chiesa può pensare quello che vuole ma la cosa importante è che ci sia un riconoscimento giuridico”.