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La proposta austriaca: lockdown solo per i non vaccinati

In Austria il governo ha varato un nuovo piano di chiusure diviso su cinque livelli in caso di aumento dei ricoveri in terapia intensiva per pazienti Covid: il provvedimento estremo prevede il ritorno del lockdown nel Paese, ma soltanto per chi ha scelto di non vaccinarsi

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Per prepararsi a un’eventuale impennata di contagi e ricoveri in terapia intensiva nei mesi invernali, il governo austriaco ha annunciato una serie di misure di contenimento, divise per scaglioni dal livello 1 al livello 5, che culminano con il lockdown dell’intero Paese, ma soltanto per i non vaccinati. “La pandemia non è ancora alle nostre spalle e stiamo per imbatterci in una pandemia di non vaccinati”, ha dichiarato ieri in videoconferenza il cancelliere Alexander Schallenberg. “La maggior parte dei pazienti in terapia intensiva – ha aggiunto – non sono vaccinati contro il Covid-19. Deve essere chiaro a queste persone che hanno una grande responsabilità. Abbiamo troppi procrastinatori ed esitanti, troppi che non sono riusciti a farsi vaccinare. Vaccinatevi”.

Un invito perentorio, che l’Austria intende rafforzare con metodi persuasivi particolarmente restrittivi verso chi non lo rispetta. Al momento nei reparti di terapia intensiva del Paese i ricoverati per Covid sono 220, ma se il numero dovesse raggiungere quota 600 (livello 5), ovvero il 30% dei letti disponibili sul territorio nazionale, le persone non vaccinate non potranno uscire di casa se non per ragioni specifiche, come avvenuto durante il primo lockdown. Questo per tutelare la loro salute, visto che hanno una maggiore probabilità di sviluppare sintomi gravi dovuti alla malattia. Il ministro della Sanità Wolfgang Mückstein ha specificato che il Paese si trova attualmente nel livello 1, e che quindi queste misure vadano intese “per il futuro”

Inoltre, da novembre entrerà in vigore una nuova legge molto simile a quella italiana sull’obbligatorietà del Green Pass per accedere al posto di lavoro. In Austria si chiamerà “regola 3G”, vale a dire che per entrare i lavoratori dovranno essere “geimpft” (vaccinati), “genesen” (guariti da sei mesi) oppure “getestet” (testati con tampone). Se ci saranno 400 pazienti Covid in terapia intensiva sarà valida la “regola 2,5 G”, perché ammetterà vaccinati, guariti e persone che avranno effettuato un tampone molecolare (Pcr), con i test rapidi che non verranno quindi più considerati validi.

Con la presenza di 500 pazienti in rianimazione, livello 4, per accedere sul posto di lavoro, al ristorante, negli hotel e agli eventi non sarà più valido alcun tipo di tampone ed entrerà in vigore la “regola 2G”, quindi consentirà l’accesso solo a per vaccinati e guariti. In questo momento, solo il 65,4% degli austriaci ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e il 62,2% è pienamente vaccinato.