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L'Australia dice sì ai matrimoni gay

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L’Australia ha votato in favore dei matrimoni gay in un referendum non vincolante che potrà ora essere recepito dal parlamento. I sì in favore dei matrimoni gay sono stati il 61.6% nel corso di una votazione alla quale ha partecipato il 79,5% degli aventi diritto. Circa il 62 per cento dei 12,7 milioni di persone che hanno partecipato al voto postale, consultazione non vincolante che dura due mesi, si è espresso a favore dei matrimoni omosessuali. Il primo ministro Malcolm Turnbull ha di conseguenza auspicato che la legge sia modificata entro Natale.

L’Australia dice sì ai matrimoni gay

Gli australiani “si sono espressi a milioni e hanno votato a grande maggioranza per l’uguaglianza di fronte al matrimonio”, ha detto ai giornalisti, “Hanno votato per la giustizia, l’impegno e l’amore”. Circa l’80 per cento dell’elettorato ha partecipato alla votazione, malgrado molti temessero che i giovani nati nell’era di internet non volessero esprimersi per posta.
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Il messaggio del conservatore Turnbull, durante una conferenza stampa a Canberra, è sembrato rivolto soprattutto ai suoi compagni di partito. Gli australiani “hanno votato sì per l’equità, per l’impegno e per l’amore – ha osservato il premier – ora spetta a noi fare il lavoro che ci hanno chiesto di fare”. Durante un comizio a Melbourne, il leader laburista australiano, Bill Shorten, ha esultato. “Che giorno favoloso per essere un australiano”, ha commentato. “Oggi celebriamo – ha detto – domani legiferiamo”. Il provvedimento sara’ presentato in Senato oggi per avviare il dibattito e Shorten ha offerto il sostegno dell’opposizione per farlo passare. Turnbull aveva promesso il referendum sui matrimoni gay quando e’ diventato premier, nel 2015, al posto di Tony Abbott, anche lui conservatore.