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L’effetto Uefa sulla variante Delta: salgono i contagi (e non solo in Gran Bretagna)

Dopo il calo delle ultime settimane si registra un sensibile aumento di casi. In Italia, dopo le vittorie della Nazionale, molte persone sono scese in piazza senza distanziamento sociale e mascherina (necessaria in caso si assembramenti). E tra Londra

Aumento contagi

Mille è una soglia psicologica che l’Italia non vedeva da diverse settimane. Al 19 giugno scorso risale l’ultimo bollettino del Ministero della Salute che riportava un numero a quattro cifre per indicare l’aumento contagi nel nostro Paese. Poi, nel corso dei giorni successivi, il calo delle infezioni è stato sensibile (e anche dei decessi quotidiani, dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva). Il rapporto positivi/tamponi si è assestato attorno allo 0,6%, ma le ultime scene di piazza rischiano di provocare l’ennesima bolla di contagio. Per il momento i dati continuano a essere molto bassi nel nostro Paese (soprattutto confrontandoli con la situazione fuori dai nostri confini). Ma l’effetto Uefa sulla variante Delta potrebbe essere decisivo, come sta accadendo anche nel Regno Unito.

Aumento contagi per colpa degli Europei? Cosa dicono i numeri

Gli ultimi numeri nostrani parlano di 1.010 contagi nelle ultime 24 ore (e 14 decessi). Calano le terapie intensive, ma l’attenzione deve rimanere comunque alta. Perché il trend in discesa delle ultime settimane si sta assestando e ha toccato, ieri, un nuovo picco rispetto alle giornate precedenti. Il tutto senza considerare (o, almeno, solo parzialmente) gli effetti delle scene che abbiamo “ammirato” nei giorni scorsi in moltissime piazze italiane. Tantissimi tifosi azzurri, infatti, hanno invaso le strade di molte città per festeggiare l’escalation italiana a Euro 2020. Molti senza mascherina. Quasi tutti senza mantenere il distanziamento sociale. Il Fatto Quotidiano riporta alcuni numeri che indicano la direzione della curva epidemiologica.

Secondo il fisico Giorgio Sestili, dopo 15 settimane di discesa si registra un +7% in sette giorni, con aumenti in 8 Regioni. E in 28 province l’aumento è superiore al 50%, osserva il matematico Giovanni Sebastiani.

Ovviamente, occorre sottolinearlo, l’aumento contagi è anche sintomo di un monitoraggio più accurato ed esteso. Perché anche se i tamponi effettuati sono di gran lunga inferiore rispetto ai mesi di febbraio-marzo-aprile-maggio (ieri 177mila, nei mesi scorsi si sfioravano i 300mila), la strategia è sempre più mirata. Sta di fatto, però, che l’esperienza britannica insegna (o almeno dovrebbe) a mantenere un atteggiamento più prudente rispetto alle scene che abbiamo visto anche nei giorni scorsi.

Perché ora che la finale si avvicina e l’eventuale vittoria azzurra non sembra essere più una Chimera, il rischio di feste incontrollate in piazza è elevato. Nei gironi scorsi ne abbiamo avuto un antipasto. E l’effetto Uefa si sta palesando con tutta la sua forza nel Regno Unito. Nelle ultime settimane, infatti, l’aumento contagi tra Londra e dintorni è stato imponente. Colpa della variante Delta – certamente -, ma anche di decisioni politiche che hanno portato (di fatto) a una sorta di liberi tutti. La media mobile delle nuove infezioni nell’ultima settimana si assesta sopra quota 25mila.

L’effetto Uefa

Il pericolo, dunque, è dietro l’angolo. Come spiega Il Corriere della Sera, non ci sarà molto da preoccuparsi di quei pochi “eletti” (visti i prezzi di biglietto per Wembley e volo verso il Regno Unito) che partiranno dall’Italia per andare a tifare dal vivo la nostra Nazionale. Si parla, infatti, di mille persone che saranno “accompagnate” dalla Figc facendo rispettare (nel limite del possibile) tutti i protocolli vigenti. Il resto del tifo azzurro sarà composto dagli expat che vivono già lì. Dovremmo fare attenzione – e su questo saranno decisive le mosse del Viminale – ai nostri comportamenti in piazza e attorno ai maxi-schermi che domenica saranno presi d’assalto.

(Foto IPP/Pizzi Paolo)