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Il tentativo (sventato) di uccidere Zelensky da parte di milizie cecene alleate di Putin

@Massimiliano Cassano|

Zelensky rifiuta di lasciare kiev battaglia

Una “soffiata” dei servizi segreti russi agli omologhi ucraini ha permesso di sventare un attentato messo in atto dal leader ceceno Ramzan Kadyrov, considerato vicino a Vladimir Putin, di assassinare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ad annunciare l’uccisione del commando mandato alla ricerca del capo del governo di Kyiv è stato il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina, Oleksiy Danilov, in un annuncio televisivo: “Un gruppo di élite di soldati ceceni mandati ad assassinare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stata eliminata questa sera”. Danilov ha affermato che l’Ucraina è stata informata della squadra da “rappresentanti del Servizio di sicurezza federale russo che non vogliono prendere parte a questa sanguinosa guerra” e che l’unità inviata per uccidere il presidente Zelensky era “divisa in due gruppi”, di cui sono stati “seguiti da vicino”: “Un gruppo è stato eliminato vicino a Hostomel – ha affermato – mentre l’altro è nel nostro mirino. Non daremo il nostro Presidente o il nostro Paese a nessuno. Questa è la nostra terra, andatevene da qui”.

Il tentativo (sventato) di uccidere Zelensky da parte di milizie cecene alleate di Putin

Alle truppe di terra russe e all’interferenza di quelle bielorusse, contro l’Ucraina si aggiunge anche la minaccia cecena. Solo qualche giorno fa Kadyrov aveva affermato che le sue forze cecene non avevano subito ancora perdite, e che insieme all’esercito russo avrebbero preso Kyiv in breve tempo. “A oggi – aveva dichiarato – non abbiamo una sola vittima o ferito, nessun uomo ha nemmeno avuto il naso che cola. Il presidente Putin ha preso la decisione giusta e noi eseguiremo i suoi ordini in ogni circostanza”. A dare la caccia a Zelensky, spiega il Times, ci sarebbero anche 400 mercenari russi che compongono il “Gruppo Wagner”, una milizia privata formata da ex militari e poliziotti guidata dall’alleato di Putin e uomo d’affari Yevgeny Prigozhin. L’ordine è di uccidere, oltre Zelensky, altri 23 rappresentanti del governo e rappresentanti politici, come il sindaco di Kiev Vitaly Klitscho. Ma il presidente ucraino, che si trova in un bunker a Kyiv, continua a resistere come il resto del suo esercito e dell’intera città, sotto assedio ormai da tre giorni. In un’intervista alla Cnn ha dichiarato: “Non siamo in un film, la questione è molto seria. Non sono io ad essere un’icona, l’Ucraina lo è”.