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“I genitori dell’ambasciatore Luca Attanasio hanno saputo della sua morte dai media”

Lo ha riferito durante il Tg3 l’inviato Rai. Se fosse vero sarebbe gravissimo, e lo stesso discorso varrebbe anche per l’uccisione del carabiniere Vittorio Iacovacci

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“I genitori dell’ambasciatore Luca Attanasio hanno saputo della sua morte dai media”. Questo virgolettato è stato pronunciato dall’inviato del Tg3 Jari Pilati durante l’edizione del telegiornale delle 14.20. Poco dopo il sesto minuto del tiggì, il conduttore dallo studio lancia il collegamento con Limbiate, comune della provincia di Monza del quale era originario l’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio, ucciso (insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista) questa mattina nella zona orientale del Paese durante una missione Onu.

“I genitori dell’ambasciatore Luca Attanasio hanno saputo della sua morte dai media”

Da Limbiate, per l’appunto, c’è in collegamento Jari Pilati. Lui è collegato dalla via perpendicolare a quella in cui è cresciuto l’ambasciatore, e con l’abitazione dei genitori alle spalle. Riferisce di aver provato a parlare con loro, ma che:

Ci hanno chiesto di rispettare il momento di dolore. Ci hanno detto di aver appreso la notizia della morte poco più di due ore fa dai media e non conoscono ufficialmente ancora nessun dettaglio della vicenda, e per questo chiedono di essere lasciati in pace almeno per oggi.

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Quella riportata dall’inviato del Tg3 sarebbe un’affermazione gravissima, perché i famigliari delle vittime dovrebbero essere contattati dalle Autorità o dalla Farnesina, e perché gli organi di stampa dovrebbero avere il buonsenso di accertarsi che ciò sia avvenuto prima di rivelare pubblicamente l’identità delle persone che hanno perso la vita.

Lo stesso discorso vale e varrebbe per quanto riguardo Vittorio Iacovacci, per cui ad esempio SkyTg24 (giustamente) ha più volte ripetuto di dover attendere che fosse informata la famiglia per rivelarne l’identità. Ma sembrerebbe che anche qui certa parte della stampa non abbia fatto completamente il proprio dovere, rendendo pubblico il nome del 30enne originario della provincia di Latina senza accertarsi che le loro famiglie fossero state avvisate prima privatamente. Quello che è certo, è che l’ufficialità dei nomi e quindi il via libera sulla rivelazione delle loro identità lo ha dato il Quirinale, che poco prima delle 14 ha pubblicato una nota con cui dava il triste annuncio delle uccisioni e ufficializzava i nomi dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci.