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Almeno 13 persone sono morte in un attacco missilistico russo sulla città di Zaporizhzhia

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attacco missilistico

Nella notte tra sabato 8 ottobre e domenica 9 ottobre l’esercito russo ha attaccato di nuovo la città ucraina di Zaporizhzhia.

L’esercito russo ha lanciato 10 missili in una zona residenziale provocando la morte di almeno 13 persone e ferendone circa 60. Come riporta Rai News, il bilancio aggiornato è stato reso noto dalla polizia regionale, precisando anche che «tra i feriti e i morti ci sono bambini». Il bilancio provvisorio era stato comunicato su Telegram da Anatoly Kurtev, segretario del Consiglio comunale della città, che aveva comunicato la morte di 17 persone: «Secondo i dati preliminari 5 case private sono state distrutte e altre 40 sono state danneggiate. In questo momento, si sa che 17 persone sono morte», aveva scritto. Il capo dell’amministrazione militare della città Oleksandr Starukh e il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky avevano comunicato invece la morte di 12 persone.

Anche giovedì e venerdì a Zaporizhzhia ci sono stati degli attacchi missilistici contro alcune zone residenziali della città. Nell’attacco di giovedì 6 ottobre sono morte circa 17 persone, mentre l’attacco di venerdì notte ha causato il danneggiamento del sistema di alimentazione della centrale nucleare di Dniprovska e di conseguenza la centrale nucleare di Zaporizhzhia è rimasta senza energia elettrica, riporta Sky TG24.

Attacco missilistico a Zaporizhzhia: il commento di Zelensky su Facebook

Il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha postato su Facebook delle foto della città dopo l’attacco missilistico e ha scritto: «Il mondo deve vedere la verità». In un post precedente in cui si riferiva all’ultimo attacco missilistico, Zelensky ha scritto: «Ancora colpi senza pietà sui civili. Negli edifici residenziali, proprio nel cuore della notte. Ci sono già 12 morti. La cattiveria assoluta di tutti. Male assoluto. Inumani e terroristi. Da colui che ha dato questo ordine a tutti quelli che lo hanno eseguito. Saranno ritenuti responsabili».