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ATAC, ci sono gli autisti ma non ci sono i bus

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Alcuni indizi dell’avvenuta catastrofe in ATAC possono essere oggi rinvenuti nell’articolo di Repubblica Roma che racconta come i bus israeliani rimandati a casa perché non immatricolabili dopo non aver fatto nemmeno un km a Roma siano una sola faccia della medaglia. L’altra sono gli autisti assunti ma che non possono lavorare a causa della mancanza di mezzi. Il tutto, fa ridere ma è drammatico, a carico nostro:

Guardando da una parte al tribunale fallimentare che deve ancora dare il via libera definitivo sul concordato e, dall’altra, alla corte dei Conti pronta a intervenire in caso di sprechi, la speranza in azienda è quella di chiudere la contrattazione il prima possibile. Anche perché i bus — che arriverebbero sempre con la formula dell’affitto annuale — servono per far entrare finalmente in servizio i 250 autisti appena messi sotto contratto.

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Le corse sparite di ATAC (Il Messaggero, 21 giugno 2019)

Conducenti che aspettano anche i 227 mezzi comprati dal Comune via Consip per cui il Campidoglio sta cercando la giusta formula di cessione ad Atac. No all’usufrutto gratuito, sconsigliato dall’Antitrust. Via libera a un prestito oneroso, circa 20 mila euro a veicolo per un totale di 4,5 milioni di euro l’anno. Anche in questo caso, c’è bisogno di accelerare: la flotta Atac, sempre più anziana e acciaccata, macina sempre meno chilometri. Erano 89 milioni nel 2016, sono piombati sotto quota 85 nel 2018.

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