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“Chi rifiuta Astrazeneca finisce in coda alla lista”

Il panico per il ritiro del lotto Astrazeneca ha determinato molti casi di rifiuto del vaccino. Ma cosa succede a chi dice no a Astrazeneca? Lo spiega l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato

Lotti Astrazeneca vietati Vaxzevria

Il panico per il ritiro del lotto Astrazeneca, a cui ieri si è aggiunta la decisione della regione Piemonte, senza il parere di Aifa di sospenderne un altro, ha determinato molti casi di rifiuto del vaccino. Ma cosa succede a chi dice no a Astrazeneca? Lo spiega l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato

“Chi rifiuta Astrazeneca finisce in coda alla lista”

Non c’è motivo per avere paura: lo ha spiegato ancora una volta ieri sera Aifa, che ha diffuso una nota sottolineando che “I casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno un legame solo temporale. Nessuna causalità è stata dimostrata tra i due eventi – si legge nella nota pubblicata dall’Agenzia Italiana del Farmaco -. L’allarme legato alla sicurezza del vaccino AstraZeneca non è giustificato. AIFA sottolinea che le attività di farmacovigilanza proseguono sia a livello nazionale che europeo in collaborazione con EMA, monitorando con attenzione possibili effetti avversi legati alla vaccinazione. AIFA rassicura fortemente i cittadini sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca per una ottimale adesione alla campagna vaccinale in corso”. Eppure sui social si leggono storie di tante persone che raccontano come genitori  o nonni non vogliano più vaccinarsi:

In Umbria su 2.600 persone che ieri avrebbero potuto avere la loro dose di vaccino AstraZeneca, se ne sono presentate solo 66. Ma cosa succede a chi si rifiuta? L’assessore Alessio D’Amato è molto chiaro: “Quando il vaccino è approvato, è sicuro ma questo non significa che non ci siano reazioni avverse. Nel Lazio abbiamo avuto poche cancellazioni delle prenotazioni per AstraZeneca. Chiaramente le sconsigliamo perché chi lo farà, finirà in coda ed è un rischio rilevante”.