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Chi ha appiccato incendi sulla Pontina?

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Ci sarebbe il campo nomadi di Castel Romano dietro gli incendi scoppiati in questi giorni che hanno paralizzato il traffico sulla via Pontina. Non si tratta di sterpaglie accese da mozziconi di sigaretta: dietro i fuochi c’è la mano dell’uomo, e la Guardia Forestale ha consegnato una relazione al pubblico ministero che indaga, Lucia Lotti, nella quale accredita la pista dell’obiettivo campo rom di Castel Romano. Scrive il Messaggero:

Non incendi appiccati casualmente, dunque, per richiamare l’attenzione su un percorso che da anni aspetta di essere trasformato in autostrada. Ma un segnale preciso lanciato a chi vive in quell’insediamento e che potrebbe riguardare interessi di varia natura, criminali ed economici. Sono proprio i rom,infatti, ad avere avuto i peggiori danni dai roghi: rimasti isolati nelle loro baracche hanno rischiato di dover lasciare il campo.
Il magistrato aspetta ora che la Forestale concluda la sua attività di indagine e poi procederà con gli interrogatori. Ma non si può non pensare a quanta parte abbia avuto quell’insediamento negli affari del ras delle cooperative di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi. E’ lui stesso a raccontare, nell’interrogatorio di un anno fa, dell’esistenza di un accordo con i due capi rom, Meo e Carlo Kasmin, e del fatto che il Comune pagava, a suo dire, 15mila euro a testa ogni mese perché non si opponessero al trasferimento dei nomadi da Ponte Marconi al nuovo campo di Castel Romano.
Inoltre, il territorio in esame-ha spiegato ancora Buzzi – rientrava in quello in cui era maggiore la permeabilità all’influenza del clan Casamonica, senza contare la natura della popolazione con cui il sodalizio del Carminati si sarebbe dovuto relazionare. Per tali motivazioni, l’organizzazione si avvaleva del supporto fornito dal clan presente in quel contesto, in modo da tenere sotto controllo le problematiche che sarebbero potute sorgere nel rapporto con i nomadi. In particolare,il sodalizio si avvaleva dell’opera prestata da Luciano Casamonica che «a fronte del sostegno prestato aveva ricevuto un corrispettivo di circa 20 milaeuro al mese».

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Gli incendi nella zona adiacente al campo dei nomadi potrebbero essere, al momento, solo una minaccia. E la prossima volta potrebbero fare più danni.