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"Ora mi faccio i caz*i degli altri", Antonio Razzi a Siret per aiutare i profughi ucraini | VIDEO

@neXt quotidiano|

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Ad accogliere i profughi ucraini al confine con la Romania c’è anche l’ex senatore Antonio Razzi. Si trova nella città di Siret, dove circa 6mila persone al giorno transitano per mettersi in salvo dalle bombe sganciate da Vladimir Putin in Ucraina. Lo scorso 4 marzo aveva lanciato una proposta di mediazione tramite Silvio Berlusconi: “Se tutte le forze politiche gli dessero un mandato, lui, ex premier, grande imprenditore, europarlamentare e amico di Putin, che ha saputo ‘addolcire’ non so come a suo tempo, beh penso che la pace potrebbe fare passi in avanti. Gli dovrebbero dare un mandato come mediatore. Ho visto che Renzi ha fatto il nome della Merkel. Ma, diciamocelo: tra uomini ci si capisce di più”.

Antonio Razzi al confine con l’Ucraina per aiutare i profughi che scappano in Romania

Mercoledì pomeriggio, Antonio Razzi si è collegato con la trasmissione radiofonica “Un giorno da Pecora” per raccontare il suo viaggio dall’Abruzzo fino a Siret.

“Io sono diventato ‘famoso’ in Italia per una frase, ‘mi faccio i caz*i miei’, ma oggi ho cambiato idea e dico: ‘mi faccio i caz*i degli altri’, perché voglio aiutare le persone che qui sono in difficoltà”.

Un modo colorito, molto in linea con l’ex senatore, per spiegare il motivo del suo gesto e del suo viaggio realizzato in collaborazione con il corpo diplomatico di Malta

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Lui in persona non avrebbe potuto recarsi in Ucraina perché “persona non gradita” al governo di Kyiv. “Nel mio piccolo – aveva ricordato all’Adnkronos – ho chiamato deputati russi e ucraini, parlando in tedesco, perché figuriamoci se so il russo… Ma io non sono nessuno rispetto a chi, invece, potrebbe combinare qualcosa di buono”. Razzi si trova nel punto in cui è sorto rapidamente un enorme campo profughi che accoglie e fornisce prima assistenza a chi attraversa il confine. Dall’inizio della guerra in Ucraina, un flusso ininterrotto di profughi è arrivato in Romania: fino ad ora il Paese ha accolto circa 400mila rifugiati, quasi tutti donne e bambini poiché gli uomini non sono autorizzati a lasciare l’Ucraina per via della legge marziale.