Attualità

Antonesio Diomedi e la proposta di «bruciare Cécile Kyenge»

Cécile_Kyenge_-_The_State_of_the_Union_2013

Ha suscitato un certo scalpore la frase di Antonesio Diomedi consigliere comunale a Sant’Elpidio per Fratelli d’Italia. In un post apparso (e poi cancellato) sulla suo profilo Facebook Diomedi avrebbe commentato questo articolo del giornale sull’eurodeputata del PD con frasi che definire razziste e ingiuriose è davvero poco.

Il post di Diomedi sulla Kyenge
Il post di Diomedi sulla Kyenge

 
BRUCIAMO LA KYENGE
Nel post Diomedi sfoga tutta la sua rabbia e il suo odio verso la Kyenge invitando tutti ad una «Raccolta firme per bruciarla viva in piazza dopo averla impalata su per il culo!!! Non sono razzista, sono ITALIANO!! Varichinizziamola!!!».  Cose che si leggono ogni giorno, in realtà, ed anche il post che è andato a sostituire quello incriminato non è che sia propriamente una novità. Certo sono scomparse le frasi più violente, ma la violenza del discorso rimane, e quelli che non hanno capito il senso degli insulti razzisti sicuramente sono dei senza palle.
diomedi kyenge giornale - 2
Qualche ora dopo però il consigliere di FdI ci ripensa e cerca di spiegare di nuovo il senso delle sue parole (postando nuovamente quel famoso pezzo del Giornale), che non sono razziste ma son “solo” il frutto della rabbia e della frustrazione degli italiani sotto assedio che vengono uccisi derubati e malmenati dagli immigrati. È la solita vecchia retorica leghista del sentirsi stranieri a casa propria con il rischio di finire, come recitava un famoso manifesto elettorale, rinchiusi nelle riserve come gli Indiani d’America.

Capisco che le mie parole siano state fuori luogo, non sono parole razziste, sono parole di rabbia e frustrazione di chi si é rotto il cazzo di sentire dalla Tv, leggere dai giornali ed ascoltare alla radio di italiani uccisi, malmenati, derubati, privati dei loro diritti da gente (indipendentemente dal colore della pelle) non ci ripaga con la stessa ospitalità.
Il difendere l’italianità non appartiene a nessun colore politico, dovrebbe essere radicata nei cuori di ogniuno di noi! Per i nostri figli, per i figli dei nostri amici, per i nostri genitori, mogli ecc e per i nostri avi che con il loro sangue hanno fatto l’italia.
La violebza non deve essere inneggiata soprattutto da chi come codesta persona che a Roma prende fior di mila euro….
Non dovrei inneggiarla nemmeno io e chiedo scusa se le mie forti parole violente (non razziste) possano aver turbato….sono italiano ed come tale ho libertà di parola e pensiero…
Chiedo scusa per le parole poco cordiali verso quella persona….ma é pur vero che molti italiani colgono solo il lato oscuro per fare polemica….piú rispetto per l’italianità!!
Però tutti quelli che hanno puntato il dito su di me oggi…..facemo che non ve sento in giro a lamentavve degli extracomunitari in alcun modo…perché ssu ditu a ve lu magno!!!!

IL COMUNICATO DI FRATELLI D’ITALIA
Più tardi Diomedi pubblica anche il comunicato di FdI-AN in cui si giustifica sostanzialmente il comportamento del consigliere comunale (e ringraziate che ha pure chiesto scusa eh). La colpa è naturalmente è di tutti: dei social network che diffondono le notizie in tempo reale e soprattutto della Kyenge. L’eurodeputata è colpevole di aver detto una cosa talmente ovvia che solo il Giornale e quelli di FdI fanno fatica a capire: ovvero che la responsabilità penale è individuale. Naturalmente non manca un rimando alla questione di Mafia Capitale e alle dichiarazioni di Salvatore Buzzi sul giro d’affari intorno al business dell’accoglienza. Tutto pur di spostare la questione ed evitare di addossare una minima responsabilità alla persona che ha sbagliato, ovvero Antonesio Diomedi.

FDI –AN – Respingiamo le accuse di razzismo d’accatto, il consigliere Diomedi ha sbagliato i modi ed ha chiesto scusa!!!!!
La diffusione tramite i social network di notizie ed avvenimenti in tempo reale a volte confondono e invitano troppo spesso a fare commenti personali a volte “esagerati” e “sopra le righe”, i quali possono dare adito alle strumentalizzazioni tout cour, soprattutto se sono rappresentanti politici.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio Comunale e il coordinatore Provinciale del Fd’Italia del Fermano condannano i metodi da “Oche del Campidoglio” di alcuni che non perdono occasione per difendere l’indifendibile, (nei confronti di coloro che hanno avuto il torto di “alzare” troppo i toni ) e chi per impulsività usa frasi inappropriate e volgari!!!!
Il concetto espresso dalla “Kyenge” ex Ministra delle pari opportunità dell’ex governo Letta e attualmente deputata del PD nel parlamento italiano, non può passare comunque in cavalleria, è vero che la responsabilità penale è personale e non va estesa alla etnia, o gruppo sociale di appartenenza di chi compie il reato o l’assassinio, ma in Italia il Governo è capace di far rispettare la legge????? Ce lo chiediamo noi Italiani, impauriti e sempre più minoritari in patria. Credo che pretendere risposte serie e non esternazioni da chi in Italia è stata onorata di privilegi, (Kyenge), sia legittimo!!!
Basta con le strumentalizzazioni. Dal 2013 ad oggi l’elenco di “esternazioni” della onorevole Kyenge, ha fatto “arricciare i capelli” a più di un giornalista moderato, ci sono interviste nelle quali la deputata in questione se l’è presa persino con il defunto cardinale Biffi che auspicava la regolamentazione dei flussi migratori.
In Italia il fenomeno dell’immigrazione va semplicemente governato, perché ormai siamo una comunità allo sbando, senza valori di riferimento e senza radici!!!!
Gli Italiani hanno saputo integrarsi in nazioni straniere da sempre e chiedono agli stranieri di fare altrettanto, compatibilmente con le capacità di accoglienza della nostra comunità politica.
Secondo Buzzi (capo delle coop rosse dell’inchiesta romana di Mafia capitale), la sistemazione degli immigrati, soprattutto clandestini, (40 euro al giorno vitto e alloggio pagati dallo Stato), in ITALIA si è rivelato un affare più remunerativo dello spaccio della droga.
Andrea Balestrieri
Capogruppo F.d’Italia
P.S.E.
Loredana Moretti
Portavoce FDI
Provinciale

LE RESPONSABILITÀ DEL GIORNALE
Ma sarebbe sbagliato dire che la colpa è tutta di Diomedi, anche il Giornale ha la sua parte di responsabilità. Se il Giornale infatti non avesse pubblicato quell’articolo in cui si accusa la Kyenge di difendere l’assassino di Catania probabilmente il buon Diomedi non avrebbe sentito la necessità di sfogare la sua “frustrazione” in questo modo. Eppure il Giornale ha scelto di dare alla notizia dell’intervista alla Kyenge su Affaritaliani un taglio particolare che non risponde alla realtà delle dichiarazioni dell’ex-Ministro. Perché nell’intervista la Kyenge non ha affatto difeso l’assassino, ma Claudio Cartaldo ha scelto di chiosare in questo modo: «Insomma, non bisogna sdegnarsi se uno straniero, ospite a spese dello stato, commette un reato così efferato come l’omicidio. Tutto normale». Le uscite di Antonesio Diomedi non sono altro che il frutto velenoso di questo modo di fare giornalismo, il Giornale dovrebbe essere ritenuto responsabile del clima d’odio che si viene a creare tanto quanto i gestori di quei siti accusati di istigazione alla discriminazione razziale.