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La lettera di minacce (con proiettile) inviata ad Antonella Viola che finisce sotto scorta

L’immunologa che dirige l’istituto di Ricerca Pediatrica Città della speranza è finita sotto scorta

Antonella Viola

Una lettera intrisa d’odio e condita da luoghi comuni tipici della propaganda no vax (cavalcata anche da una parte della politica) e da un proiettile è stata inviata dalla dottoressa Antonella Viola. L’immunologa ha raccontato di aver ricevuto quella missiva minatoria due giorni fa nel suo ufficio di Padova. Ora, anche se la professoressa non lo ha confermato, è stata messa sotto scorta proprio a causa di quelle intimidazioni ricevute.

Antonella Viola minacciata dai no vax, la lettera con proiettile

Il Corriere della Sera spiega come fonti che si occupano della sicurezza personale abbiano confermato l’assegnazione di due carabinieri che provvederanno, nei prossimi mesi, a fare da scorta alla dottoressa e docente. Perché quella lettera, oltre al proiettile, conteneva messaggi di minaccia molto precisi che ricordano – per certi versi – alcuni passaggi tipici delle comunicazioni delle Brigate Rosse. Il quotidiano ne ha pubblicato il testo integrale:

“I BAMBINI NON SI TOCCANO. Basti pensare agli effetti neurotossici e cardiotossici. Se non cambia le sue interviste dicendo che i bambini non vanno vaccinati saremo ben lieti di colpire lei e la sua famiglia. Tranquilla, non morirà nessuno ma due pallottole calibro 22 nella pancia e nelle ginocchia non uccidono, fanno solo un gran male. Non seguiranno altri comunicati”.

Poche righe, ma minacce ben mirate. Il riferimento, ovviamente, è alla vaccinazione ai bambini che la professoressa Antonella Viola ha sempre sottolineato essere necessaria. Intimidazioni pericolose, solo per aver raccontato il punto di vista scientifico sulla campagna di immunizzazione anche per i più piccoli. Ma l’estensore (o gli estensori) di quella missiva preferiscono credere alle bufale che circolano sul web e portata avanti anche in alcune dichiarazioni propagandistiche di una certa parte politica che cerca consenso alimentando dubbi e fake news.

E sulle pagine del quotidiano La Stampa, la stessa Antonella Viola ha raccontato il suo stato d’animo dopo aver ricevuto quella lettera minatoria.

“Due giorni fa ho ricevuto una lettera di minacce a me e alla mia famiglia, accompagnata da un proiettile, in cui mi si chiede di dichiarare pubblicamente che i bambini non devono essere vaccinati. Ecco a cosa siamo arrivati […] Di fronte a gente che è così stupida, cattiva, violenta, meschina da arrivare alle minacce non c’è nulla da fare se non imporre la strada della razionalità”.

Ma questo non la fermerà. Continuerà nel suo lavoro da immunologa, da direttrice dell’istituto di Ricerca Pediatrica Città della speranza e da professoressa di Patologia generale all’Università di Padova. E ribadisce che se si trovasse di fronte alla persona che ha scritto quella lettera non farebbe alcun passo indietro, ma gli spiegherebbe come il vaccino è necessario e utile anche per i più piccoli:

“Gli direi che lo farò ancora perché non posso dire che i bambini non sono da vaccinare. Sarebbe come volere il loro male, metterei a rischio le loro vite e questo per me è inaccettabile. I casi di bambini in ospedale sono in aumento, alcuni finiscono in terapia intensiva”.

(foto: da Piazzapulita, La7)