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“Prepariamoci a convivere con il Coronavirus fino a maggio”

Antonella Viola in un’intervista a Repubblica spiega che Lombardia e Campania vanno chiuse subito. E anche che non bisogna farsi illusioni. La situazione non migliorerà prima di maggio

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Qualche giorno fa ll’immunologa Antonella Viola, docente all’Università di Padova e Direttrice Scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica “Città della Speranza”, spiegava su Facebook: “Qui serve un punto fermo: dire che usciremo da questa pandemia con l’immunità di gregge è una stupidaggine colossale. Già con le restrizioni e gli enormi sacrifici che stiamo facendo abbiamo gli ospedali al collasso. Figuriamoci senza fare nulla. Il raggiungimento dell’immunità richiederebbe troppi malati, troppi ricoveri, troppi decessi. I paesi raggiungono l’immunità con le vaccinazioni, non lasciando libero il virus. Dire che bisogna proteggere gli anziani e le persone fragili, che quella parte della popolazione deve stare particolarmente attenta e limitare le occasioni di contagio, non significa invocare la libera circolazione del virus per raggiungere l’immunità della collettività. Significa che vado io in banca al posto di mio padre, che faccio io la spesa al posto di mia madre, che vado a trovarli con la mascherina e non la togliamo mai. Significa che tutti seguiamo le regole – conclude – ma che i più anziani necessitano di maggiore attenzione”. Oggi Viola in un’intervista a Repubblica spiega che Lombardia e Campania vanno chiuse subito. E anche che non bisogna farsi illusioni. La situazione non migliorerà prima di maggio:

Cosa cambierebbe con più dati?
Se sapessimo che i ristoranti sono luoghi più a rischio dei cinema – ma è solo un esempio – chiuderemmo i primi e lasceremmo aperti i secondi. Anche gli aiuti economici potrebbero essere più mirati. Sapremmo spiegare ai cittadini il perché delle scelte della politica. Invece sembra mancare una programmazione per il futuro. Eppure dobbiamo prepararci a trascorrere con il Covid l’inverno. Sono 7 mesi, e non saranno facili».

Non ne usciremo prima?
«Non credo alle promesse, in particolare a quelle sul vaccino a dicembre. Il vaccino non sarà una soluzione miracolosa, e tanto meno rapida. Creare false aspettative non farà che aumentare la rabbia delle persone. Penso che per veder migliorare la situazione dovremo aspettare fino a maggio, con il ritorno del caldo. Nel frattempo ci vuole programmazione. Le persone e le imprese devono sapere che futuro li aspetta, altrimenti è normale che si riscaldino gli animi»