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Annarita Amoroso, la ragazza che «sfida» Angela Merkel

Tempi durissimi per la cancelliera tedesca, a quanto pare i peggiori avversari in Europa non sono né Alexis Tsipras né Matteo Renzi ma una ragazzina palestinese e una laureata italiana. La prima è la famosa bambina che si è messa a piangere dopo che la severa Angela le ha sostanzialmente detto che era sì una bella bambina ma che purtroppo sarebbe stata cura personale della Merkel assicurarsi che persone come lei venissero sbattute fuori dalla Germania il più rapidamente possibile. La seconda invece è Annarita Amoroso una laureata in Scienze Politiche di Ercolano che ha ingaggiato con la Merkel una battaglia da cinquecento milioni di euro.

Annarita Amoroso (fonte: Facebook.com)
Annarita Amoroso (fonte: Facebook.com)

IL PEDAGGIO DA 500 MILIONI DI EURO
La “battaglia” di Annarita inizia (per sua stessa ammissione senza troppa convinzione) a fine 2013 dopo aver letto che il Governo tedesco aveva intenzione di introdurre dal 2016 i pedaggi sulla propria rete autostradale, ma solo per gli stranieri. In Germania infatti le autostrade sono gratuite ma per fare fronte ai costi gestione e di ammodernamento della rete viaria il Ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt aveva deciso di introdurre il pagamento del pedaggio. Secondo Annarita però il fatto che a pagare il pedaggio sarebbero stati solo i cittadini stranieri si configura come un «abuso di posizione dominante da parte della Germania e la violazione degli articoli 18, 26, 102 e 120 del Tfue» (ovvero il Trattato di Lisbona) in parole povere la Germania così violerebbe – spiega Annarita – la norma che stabilisce il «divieto di discriminazione fondato sulla nazionalità applicato alla libera circolazione delle persone e delle merci». La Amoroso decide quindi di scrivere alla Commissione Europea perché faccia chiarezza sulla decisione tedesca denunciando l’iniziativa discriminatoria del Ministro. A febbraio 2014 la presidente della Commissione Petizioni scrive ad Annarita che la Commissione ha accolto la sua petizione avviandone l’esame e aprendo un’indagine preliminare. A giugno di quest’anno la notizia che la Commissione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti della Germania per la violazione delle norme comunitarie. Secondo alcuni calcoli il gettito del pedaggio tedesco potrebbe arrivare a 500 milioni di euro, ma gli stessi tedeschi sono scettici a causa dei costi da sostenere per realizzare l’infrastruttura necessaria al pagamento (qualora dovessero essere costruiti i caselli).

IL MOTIVO DELLA SCELTA TEDESCA
Come detto fino ad oggi la Germania non fa pagare pedaggi a chi transita sulla sua rete autostradale. La necessità di fare cassa ha però spinto il Governo Merkel ad introdurre il balzello per i veicoli privati (i veicoli commerciali già pagano il transito). Che però è stato contestato dai cittadini tedeschi che, per come è strutturata la rete viaria tedesca si troverebbero a pagare troppo. Il Ministro ha così deciso che per i cittadini tedeschi la spesa per i pedaggi verrà rimborsata con l’alleggerimento della tassa di circolazione annuale, non sarà ovviamente così per i cittadini stranieri (comunitari e non) che troverebbero a dover pagare il transito acquistando qualcosa simile alle vignette austriache e croate. Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano per i tedeschi l’importo annuale dovrebbe arrivare al massimo a 130 Euro. Ora il governo federale ha due mesi di tempo per rispondere alle obiezioni mosse dalla Commissaria ai Trasporti Violeta Bulc che ha dichiarato a giugno che

Un sistema di pedaggio può essere in linea con la legislazione europea solo se rispetta il principio fondamentale di non discriminazione. Abbiamo seri dubbi che sia così, alla luce dei testi di legge. Vogliamo quindi agire rapidamente attraverso una procedura di infrazione per chiarire i nostri dubbi nell’interesse dei cittadini europei

Dal canto sui il Ministro Dobrint ha risposto che «Nessuno è discriminato. Tutti gli automobilisti pagheranno il pedaggio. Bruxelles non può dirci come agire sulla tassa automobilistica. Questa è una scelta di sovranità nazionale.» Per ora quindi, grazie al trucchetto di far pagare tutti e rimborsare gli automobilisti tedeschi il Governo Merkel ritiene di essere al sicuro e di non aver nulla da temere dalla procedura di infrazione della Commissione.