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Enrico Brignano e il racconto del video con Anna Mazzamauro

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Qualche giorno fa Anna Mazzamauro raccontò di essere stata picchiata sul set del film di Fausto Brizzi da un attore, senza farne il nome, a causa di una entrata in scena sbagliata. Oggi Enrico Brignano sul Fatto Quotidiano dà la sua versione dei fatti mostrando anche a Patrizia De Rubertis, che firma l’articolo, il filmato “incriminato”.

Si tratta del decimo ciak di una stessa scena, girata “intorno alle 20 di una giornata caldissima e lunghissima”, dove la famiglia Tucci (la protagonista della pellicola) sta esultando perché ha scoperto di aver vinto 100 mila euro. Brignano alza le braccia della Mazzamauro per esultare insieme a lei. L’attrice si allontana per poi dire la sua battuta, ma nel momento sbagliato. Brignano le urla: “Non adesso”. E lei risponde: “Non ho capito”. Il filmato dura 25 secondi, non c’è il ciak iniziale né quello finale. E l’audio non è un granché. Il video ce lo mostra Brignano sul suo cellulare: è un altro telefonino che riprende un iPad, dove viene trasmessa la sequenza incriminata.

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La Wildside non ha dato la liberatoria per la diffusione del filmato, che quindi può essere solo descritto da chi lo ha visto. La Mazzamauro descrisse così la vicenda nell’intervista rilasciata al Messaggero: «Una volta entrata in scena ho detto la mia battuta. Si è sovrapposta a quella di un attore. Che, senza dire nulla, mi ha strattonata e picchiata sull’orecchio. Mi è stato lacerato il menisco dell’orecchio e, da allora, quando sono in casa e non devo recitare sono costretta a portare il bite, una sorta di apparecchio in bocca». Brignano però sostiene una versione completamente diversa: “Ce l’ho con tutti, forse anche la produzione già alle prese con le accuse contro Brizzi avrebbe dovuto gestire meglio questa situazione. E solo da quattro giorni sta cercando di contattare la Mazzamauro. Non c’è stata nessuna violenza, nessun referto medico, degenza, denuncia ai carabinieri che dimostri questa violenza. Mancano le prove. Una donna senza timpano –si chiede Brignano–può continuare a girare un film? Il giorno dopo è tornata sul set. Questo sistema si chiama inquisizione e sta avvenendo in un Paese schizofrenico, dove non si capisce più cosa sia vero e cosa verosimile. Qui si vuole solo la condanna, il sangue”.