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Il Papa sulla guerra in Ucraina: "Putin fermi la violenza, Zelensky riprenda i negoziati"

Asia Buconi|

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Il Papa, preoccupato per l’andamento “grave e devastante” della guerra in Ucraina, prima della preghiera dell’Angelus ha parlato della minaccia di una guerra atomica- da scongiurare in tutti i modi – e si è appellato direttamente al presidente russo Putin e a quello ucraino Zelensky. Al primo ha chiesto di fermare la “spirale di odio e violenza”, al secondo di essere aperto a “serie proposte di pace”. Poi, la richiesta di riprendere i negoziati ricorrendo a tutti gli “strumenti diplomatici, anche quelli finora eventualmente non utilizzati”.

“L’andamento della guerra in Ucraina – ha osservato Bergoglio- è diventato talmente grave, devastante e minaccioso da suscitare grande preoccupazione. Per questo oggi vorrei dedicarle l’intera riflessione prima dell’Angelus. Infatti questa terribile e inconcepibile ferita dell’umanità anziché rimarginarsi continua a sanguinare sempre di più rischiando di allargarsi. Mi affliggono i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi. Mi addolorano le migliaia di vittime in particolare tra i bambini e le tante distruzioni che hanno lasciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori”.

“Certe azioni – ha ribadito Francesco – non possono mai essere giustificate. E’ angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol e Zaporizhia e altre località diventati luoghi di sofferenza e paure indescrivibili. E che dire del fatto che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica, è assurdo! Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione ma solo una distruzione?”.

Le parole del Papa sulla guerra in Ucraina prima dell’Angelus: “Dopo sette mesi di ostilità si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici”

Il Papa ha rivolto un chiaro appello alla comunità internazionale: “A tutti i protagonisti della vita internazionale e ai responsabili politici delle nazioni chiedo con insistenza di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per porre fine alla guerra in corso, senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation, e per promuovere e sostenere iniziative di dialogo”.

“Per favore, – ha proseguito Bergoglio- facciamo respirare alle giovani generazioni l’aria santa della pace, non quella inquinata della guerra, che è una pazzia! Dopo sette mesi di ostilità si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici, anche quelli finora eventualmente non utilizzati, per far finire questa immane tragedia. La guerra in se stessa è un errore e un orrore! Confidiamo nella misericordia di Dio, che può cambiare i cuori, e nell’intercessione materna della Regina della Pace, nel momento in cui si eleva la Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, spiritualmente uniti ai fedeli radunati presso il suo Santuario e in tante parti del mondo”.

“Deploro vivamente la grave situazione creatasi negli ultimi giorni con ulteriori azioni contrarie ai principi del diritto internazionale. Essa, infatti, aumenta il rischio di un’escalation nucleare, fino a far temere conseguenze incontrollabili e catastrofiche a livello mondiale”, così il Papa ha concluso la sua riflessione sulla guerra in Ucraina.