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Record a 5 Stelle: Angelo Cambiano non è ancora assessore ma andrà a processo per abusivismo edilizio

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È un duro atto d’accusa contro il MoVimento 5 Stelle quello di Angelo Cambiano, assessore regionale in pectore per Giancarlo Cancelleri. Tanto duro quanto involontario, perché Cambiano vuole in realtà difendersi dal “fango” che qualcuno gli sta gettando addosso dopo la notizia del suo rinvio a giudizio per abusivismo edilizio. Cambiano si è accorto che la campagna elettorale per le regionali siciliane del 5 novembre «non è una campagna basata sul confronto, sul dialogo e sull’informazione dei cittadini sulle soluzioni da affrontare per i tanti problemi che ha questa Regione».

Le involontarie critiche di Cambiano al M5S

L’ex sindaco di Licata ha scoperto che questa è una campagna elettorale che «mira ad ottenere consensi screditando l’avversario politico». E se non fosse che si sta difendendo dalla macchina del fango messa in modo contro di lui potrebbe sembrare che Cambiano stia criticando il modo in cui Cancelleri e il M5S hanno sistematicamente screditato gli avversari politici stilando liste di “impresentabili” che comprendevano anche persone incensurate e non indagate che avevano come colpa quella di essere amici o parenti di indagati o condannati a vario titolo per qualche reato.

Cambiano si è fatto un nome dopo essere stato sfiduciato dalla sua maggioranza (con il voto contrario del PD) per aver deciso di denunciare alcuni consiglieri comunali proprietari di case abusive. Per molti è diventato il “sindaco eroe” che lotta contro l’abusivismo edilizio. Un profilo che probabilmente già di per sé è incompatibile con il MoVimento 5 Stelle che in Sicilia parla di abusivismo di necessità e ha un sindaco proprietario di una casa abusiva e sotto indagine per aver tentato di aiutare un parente nella stessa situazione. Non è nemmeno la prima volta che Cambiano critica la linea ufficiale del MoVimento. In un’intervista rilasciata a Repubblica dopo le sue dimissioni Cambiano aveva stigmatizzato la posizione di Cancelleri sugli abusi edilizi.

E l’abusivismo è un grande aggregatore di consenso. Anche il candidato del M5S ha assunto una posizione precisa.
“Avevo incontrato Cancelleri mesi fa e mi aveva incoraggiato ad andare avanti con le demolizioni. Ora gli sento dire che agli “abusivi per necessità” non verrà demolita la casa. Ma chi sono gli abusivi per necessità? Sono solo slogan per avere i voti di questa gente”.

E involontariamente nel video Cambiano sembra ricordare la situazione del pentastellato Patrizio Cinque quando dice che «nessuno si è preoccupato di accertare se i candidati alle prossime regionali che magari sostengono Musumeci hanno un ordine di demolizione e devono demolire il proprio immobile». Ma non è così ovviamente, infatti Cinque è già stato eletto sindaco per il M5S e la sua abitazione abusiva – non sanata – non risulta raggiunta da un ordine di demolizione.

Perché Cambiano andrà a processo per abusivismo edilizio

La situazione di Cambiano è differente. Lo spiega lui stesso dicendo che è stato lui a chiedere di essere mandato a processo. Ed è vero. Come spiega il Giornale di Sicilia l’ex Sindaco di Licata era infatti stato colpito nel settembre del 2016 da un decreto penale di condanna a 6.800 euro di ammenda, con sospensione condizionale della pena. Il motivo? Non è come dice Cambiano una semplice denuncia di alcuni consiglieri “basata su foto scaricate da Google risalenti a diversi anni fa”. Si è arrivati alla multa in seguito ad un’ispezione dei vigili urbani che hanno contestato a Cambiano l’esistenza di un abuso edilizio «nell’immobile di contrada Olivastro, in assenza di titolo abitativo edilizio” la copertura mediante manto di tegole di un persistente pergolato con conseguente aumento di volumetria e modifica del prospetto dell’edificio».
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Cambiano, come è suo diritto, ha deciso di fare opposizione e non pagare la multa (che tra l’altro sarebbe stato tenuto a pagare vista la sospensione condizionale) per dimostrare la sua innocenza. E per questo motivo andrà a processo per abusivismo edilizio. In questo frangente dire che “ci sono anche altri che hanno commesso abusi” o che il processo l’ha chiesto lui poco cambia la sostanza delle cose. Sembrano ormai decisamente passati i tempi in cui il senatore Nicola Morra diceva che «nessuna ombra o dubbio deve gravare sulle liste del Movimento 5 Stelle» e faceva ritirare le liste del M5S perché dentro c’erano indagati o parenti di indagati. Nel nuovo MoVimento 5 Stelle, quello di Luigi Di Maio, non solo ci possono stare i parenti di persone indagate per mafia ma anche indagati come Cambiano e condannati come Gionata Ciappino.