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Angela Merkel dice che l'Europa non può più contare sull'America con Donald Trump

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L’Europa “deve prendere il proprio destino nelle sue mani”, deve “lottare”, perché “i giorni in cui potevamo fare pieno affidamento gli uni sugli altri stanno finendo. L’ho sperimentato negli ultimi giorni”. È quanto ha detto oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel in un comizio elettorale tenuto a Monaco di Baviera, all’indomani del vertice del G7 a Taormina.

Angela Merkel e Donald Trump

Proprio oggi la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha riferito di un “piano ambizioso” della cancelliera per avere un’Unione europea politicamente ed economicamente più forte e indipendente. Un piano basato su tre pilastri: la questione dei profughi, con la conseguente stabilizzazione della Libia; una politica di difesa comune più indipendente, con il via libera al ministro della Difesa Ursula von der Leyen di sostenere una maggiore cooperazione tra gli eserciti europei; e infine il futuro dell’Unione economica e monetaria. “Noi europei dobbiamo veramente prendere il nostro destino nelle nostre mani – ha aggiunto – dobbiamo lottare per il nostro destino”. Ieri, al termine del G7, Merkel ha definito “molto difficili, per non dire insoddisfacenti” i risultati dei colloqui tenuti da “sei contro uno”, ossia il presidente americano Donald Trump.
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E se resta la necessità di mantenere buoni rapporti con Londra e Washington, ha aggiunto, è con Parigi che bisogna coltivare una relazione speciale. Secondo la FAZ il piano della Merkel si snoda su tre punti. Oltre ai profughi, il secondo è quello della difesa comune: su questo “Merkel vuole spendere più soldi” e a Bruxelles “si potrebbe costruire un comando centrale per un impegno militare comune”. Con la Brexit, Londra, che ha sempre frenato, non è più un ostacolo al progetto. Mentre le nuove minacce rappresentate da Mosca e Donald Trump comportano “una apertura dai Paesi dell’est”. Fra le idee concrete sul tavolo un bilancio comune dell’eurozona e un ministro delle finanze. Opzioni che trovano favorevoli Emmanuel Macron e Wolfgang Schaeuble. Fra le varianti prese in considerazione, si legge ancora, “un governo economico dell’eurozona potrebbe anche introdurre titoli propri. Alla fine ne risponderebbero i Paesi membri, non solo la Germania”. Questa opzione sarebbe comunque cosa “differente dai classici eurobonds”, stando all’entourage di Merkel, che avrebbe “simpatia” per questi scenari. Se alla guida della Bce andasse il tedesco Jens Weidmann, come Merkel vorrebbe, scrive inoltre la Fas, Berlino potrebbe aprire ad altre “concessioni”.