Attualità

Andreas Lubitz, l'ex fidanzata racconta il progetto del copilota

La Bild ha intervistato l’ex fidanzata di Andreas Lubitz e dal suo racconto la personalità del copilota della GermanWings che ha provocato lo schianto dell’Airbus A320 appare sicuramente compatibile con l’accaduto. Maria W. dice che Lubitz volve che «tutto il mondo conoscesse il suo nome». L’hostess di 26 anni dice che il copilota le aveva confessato in passato che «un giorno» avrebbe fatto «qualcosa per cambiare tutto il sistema: “tutto il mondo conoscerà il mio nome e lo ricorderà», aveva detto. «Se ha fatto questo», ha sottolineato ancora l’ex fidanzata di Lubitz, «è perché ha capito che a causa dei suoi problemi di salute, il suo grande sogno di un lavoro in Lufthansa, come capitano e come pilota di lungo raggio era praticamente impossibile».
 
L’EX FIDANZATA DI ANDREAS LUBITZ PARLA CON LA BILD
Si arrabbiava parlando di lavoro, racconta ancora Maria al quotidiano tedesco: «Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione».  Andreas Lubitz aveva una personalità disturbata: «Una notte si è svegliato e urlava ‘Precipitiamo’, perché aveva avuto un incubo. Ma poteva nascondere bene agli altri quel che gli stava veramente accadendo». L’ex fidanzata racconta anche della sua vita pubblica e di quella privata: «Durante i voli era una persona carina e aperta. Privatamente era molto tenero, un uomo che aveva bisogno d’amore. Era una brava persona, in grado di essere tanto dolce. Mi regalava fiori», racconta sotto anonimato la ventiseienne. Poi il quadro cambia: «Abbiamo parlato sempre molto anche di lavoro e in quei frangenti era un’altra persona. Si arrabbiava per le condizioni in cui dovevamo lavorare. Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione». Secondo la giovane Lubitz aveva già in mente per questo un gesto eclatante: «Da quando ho sentito del disastro mi torna sempre in mente una frase che ha detto. ‘Un giorno farò qualcosa che cambierà l’intero sistema e tutti allora conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno’. Non ho mai capito cosa intendesse, ma ora ha un senso». La relazione è durata cinque mesi, in cui i due hanno spesso volato insieme e condiviso stanze d’hotel nascondendo la relazione ai colleghi, racconta Bild. «Ci siamo conosciuti l’anno scorso su un volo, ci siamo scambiati i numeri di telefono e siamo rimasti in contatto. Di lì le cose sono cresciute, ma non ho mai voluto che diventasse ufficiale. Per questo ci incontravamo in hotel, perché non mi piace mischiare l’amore con il lavoro».
 
UN SOGNO INFRANTO
«Lo ha fatto perché si è reso conto che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno di lavorare per Lufthansa, di un lavoro come capitano e come pilota di voli a lungo raggio sarebbe stato praticamente impossibile», dice ancora la donna. Maria ha poi raccontato di essersi lasciata con Lubitz «perché diventava sempre più chiaro che aveva un problema». Durante le discussioni, ha ricordato ancora, «mi urlava». Intanto sul Corriere della Sera escono indiscrezioni sull’ultima compagna di Lubitz:

Secondo un’indiscrezione raccolta dal Corriere, la sua bionda e graziosa fidanzata, con la quale viveva a Düsseldorf, era incinta. Potrebbe essere questa la scossa che ha terremotato il suo incerto equilibrio?Che ha minacciato le idee di carriera, di fitness, di giovinezza ,di futuro che, a 27 anni,lo sovrastavano? Ciò che ha fatto scattare, in una mente già destabilizzata, la reazione controla vita? Secondo quotidiano Bild, Lubitz aveva avuto «una pesante crisi di coppia con la ragazza», una «pena d’amore che lo aveva segnato profondamente».
[…]
A Düsseldorf il copilota viveva con la fidanzata, un’insegnante di scuola secondaria, al secondo piano di una palazzina bianca in Zum Hexenkotten,strada di un villaggio residenziale fuori città, vicino a un lago:tanti sentieri e prati percorrere. Sulla cassetta della posta,due nomi, Lubitz e Goldbach, quello della fidanzata. Il Rheinische Post racconta che poche settimane fa, Lubitz ha ordinato due Audi, una per sé e una per la fidanzata: curioso per chi pensa di avere una vita breve davanti, ma non necessariamente contraddittorio. Si cerca di capire, di dare una ragione se non razionale almeno comprensibile a quello che è successo. Difficile, forse impossibile.

Immagine di copertina da Bild