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Andrea Lo Cicero: il rugbista finito ko nella mischia grillina

andrea lo cicero zingari di merda

Aldo Grasso sul Corriere della Sera si dedica al caso di Andrea Lo Cicero, entrato papa (cioè assessore allo sport) all’ultima riunione di messa a punto della Giunta Raggi, e uscitone cardinale come nelle migliori tradizioni del Conclave:

All’entrata aveva dichiarato di sentirsi emozionato come un bambino, all’uscita si è comportato da gran signore: «Ho appreso con un certo stupore della volontà di non dare seguito alla mia nomina già annunciata in precedenza sin dal la campagna elettorale, ma come nel rugby ci si mette al servizio della squadra accettando le scelte dell’allenatore». Giunte da incubo. Motivi dell’esclusione? Forse le polemiche che lo hanno visto coinvolto prima dell’insediamento contro i rom e la necessità della Raggi di bilanciare le quote rosa.

Il riferimento di Grasso è a questo video pubblicato da Repubblica con un fuorionda dello stesso Lo Cicero: quando sente una moto sgasare mentre sta facendo l’intervista rovinando la registrazione si rivolge a qualcuno dietro di lui e dice: “Zingari di merda”.

Lo Cicero è stato però sacrificato sull’altare delle quote rose, visto che la Raggi aveva la necessità di presentare un numero pari di assessori uomini e donne come da legge:

Nella sua biografia aveva definito «roba da frocetti» le protezioni nello sport. Lo Cicero ha avuto anche una sua notorietà tv come conduttore di Giardini da incubo, un makeover per riportare in fiore malconci giardini lasciati in abbandono dai proprietari. Così l’ex capitano della nazionale di rugby ha scoperto che nel giardino della politica, anche nell’Eden dei «puri», esistono erbe infestanti: uno non vale uno, le correnti, le guerre fratricide, le scelte eterodirette, il manuale Cencelli in veste pentastellata… «Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno»

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