Rassegna Stampa

“Prima li curo, poi li ricuso”: il medico che chiude la porta ai pazienti no vax

Il dottor Amedeo Giorgetti, che vive e lavora a Recanati, ha anche messo un avviso all’ingresso del suo ambulatorio

Amedeo Giorgetti

Li curerà, perché questo è quel che prevede il giuramento di Ippocrate e la deontologia professionale. Ma, una volta superata la malattia, li ricuserà. Il gesto forte contro no vax è stato annunciato dal dottor Amedeo Giorgetti che ha il suo ambulatorio nel centro di Recanati, la città natale di Giacomo Leopardi. E fuori dal suo studio ha già affisso un messaggio evocativo che serve da monito a tutti i suoi pazienti che ancora non si sono vaccinati.

Amedeo Giorgetti, il medico che ricuserà i pazienti no vax dopo averli curati

“Caro paziente, il Covid ha devastato la vita umana e professionale. Fino a oggi il vaccino è l’unica arma per non ammalarsi. Se ha qualche dubbio o timore, sono a disposizione. Se invece crede che il vaccino sia una pericolosa arma in mano alle multinazionali del farmaco con la connivenza di noi medici di famiglia è pregato di cambiare ambulatorio perché non tollero queste accuse stupide e offensive”. Questo è il messaggio affisso fuori dal suo ambulatorio dal dottor Amedeo Giorgetti. Un foglio di carta scritto in preda alla rabbia dopo settimane di grandi tensioni causate da chi non si è ancora voluto vaccinare.

E intervistato da Il Corriere della Sera, il dottore spiega quali saranno i suoi ultimi passi e la sua intenzione – reale – di recarsi alla Asl e ricusare i suoi pazienti no vax, dopo averli curati:

“Non solo lo farò, ma spero che altri colleghi si uniscano a me. Ho ricevuto molto sostegno quando ho lanciato l’iniziativa sulla chat Renaissance Teams vs Covid, amministrata dal farmacologo Carlo Centemeri, che raccoglie nomi autorevoli delle medicina”.

E a provocare questa reazione sono stati alcuni episodi che si sono accumulati negli ultimi giorni. Il primo riguarda un suo (ormai) ex paziente obeso, iperteso e diabetico che aveva rifiutato l’immunizzazione e poi è risultato positivo. Un canovaccio che si è ripetuto anche con una coppia di 70 anni che aveva detto no al vaccino seguendo il solito cliché del: “Chissà cosa c’è dentro” e “ma è solo un’influenza”. Poi i malori dopo il Covid e le cure. Ma, dopo averli guariti e aver salvato la loro vita (con l’intervento dell’Usca), li ha invitati a cambiare medico. E così hanno fatto. Ed è per questo che ha deciso di reagire alle continue sollecitazioni dei no vax:

“Voglio occuparmi solo delle persone che mi apprezzano, rispettano e seguono le mie raccomandazioni. Basta avere a che fare con gente che mi tratta a pesci in faccia e quando prende il Covid non solo pretende di ricevere immediatamente assistenza ma usa arroganza”.

(foto: da Facebook)