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Lo scontro tra l'ambasciatore Sessa a Orsini: "In Russia l'avrebbero già messa in un manicomio" | VIDEO

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ambasciatore sessa alessandro orsini

“Ci tengo a precisare che io sono un diplomatico, sono attaccato alla forma, lui è un professore che ha studiato, è attaccato alla sostanza. Ma la forma, nel nostro mestiere, è anche sostanza”: l’ambasciatore Riccardo Sessa replica ad Alessandro Orsini nello studio di PiazzaPulita. “Mi permetto di dirle, data la differenza di età, che io ho studiato parecchio più di lei. E la porto a riconsiderare seriamente alcune sue posizioni, che io rispetto perché per fortuna – a differenza degli ucraini che combattono contro un regime che a una persona che ragiona in questo modo l’avrebbero già fatta sparire in un manicomio criminale – lei può sostenere quello che vuole sulla Nato. Ma sono dei discorsi di una propaganda che mi consenta di dirle non sta in piedi e non rende giustizia a quelle migliaia di persone che stanno morendo in Ucraina e che grazie al cielo da decenni paesi della Nato, compresa l’Italia, hanno aiutato a difendersi. Noi siamo nati dalla parte giusta del mondo, dove ognuno può dire quello che pensa”.

L’ambasciatore Sessa a Orsini: “In Russia l’avrebbero già messa in un manicomio criminale”

La replica di Orsini: “Nella sostanza, la Nato ha fatto cose gravissime in questi giorni. Con lo sfondamento del confine in Ucraina ha fatto un’esercitazione militare in Georgia, dove Stoltenberg ha tenuto una conferenza stampa in cui ha attaccato violentemente Putin. Nel 2008 la Russia ha sfondato il confine in Georgia e si è presa l’Abcasia e l’Ossezia del Sud. Siccome ormai Di Maio dice che Putin è un animale, Biden dice che è un macellaio, io penso di poter dire che Stoltenberg è un pazzo”. Poi il sociologo della Luiss ha analizzato i rapporti di forza tra Italia e Stati Uniti: “I Paesi che sostengono l’Ucraina si coordinano segretamente attraverso la Nato. L’Italia sta agli Stati Uniti come la Bielorussia sta alla Russia. Cremlino e Casa Bianca fanno le stesse cose, Washington elabora la propaganda, noi la prendiamo e la diffondiamo. La prosecuzione di questa guerra farà bene agli Stati Uniti, ma distruggerà l’economia italiana. Però questo il governo italiano non può dirlo perché è uno stato satellite”.