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Altri guai per Puzzer: arrivato il “foglio di via” anche da Pordenone

Il leader delle manifestazioni dei portuali di Trieste ha partecipato alla manifestazione di questa mattina, quando alcuni no vax volevano occupare l’ospedale friulano

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Se continua così rischia di diventare apolide, per evidenti manifestazioni di (de)merito. Questa mattina a Pordenone, alcuni no vax si erano dati appuntamento fuori dall’ospedale della città friulana come segno di solidarietà nei confronti dei medici sospesi perché non vaccinati. L’obiettivo – come evidenziato da alcune chat in cui si parlava dell’organizzazione di questa protesta – era quello di occupare le stanze della direzione del nosocomio civile della città. Ma le forze dell’ordine sono intervenute prima che tutto ciò accadesse, prevenendo ogni tentativo. E ad arringare la folla c’era anche un volto noto: Stefano Puzzer. E da lì è nato l’ennesimo guaio per l’ex portuale di Trieste.

Puzzer ha ricevuto un foglio di via per tre anni anche da Pordenone

Oramai l’ex leader delle proteste dei portuali di Trieste è un grande classico delle manifestazioni contro il Green Pass e il suo nome e il suo volto sono ben noti anche alle forze dell’ordine. Perché se il tentativo di occupare la direzione dell’Ospedale civile di Pordenone è miseramente fallito, il “comizio” no vax di Puzzer e la sua arringa alla folla non è sfuggito alla Polizia che presidiava la zona dopo aver saputo dell’idea di far accesso nelle stanze del nosocomio. L’ex portuale, infatti, è arrivato sul posto quando – ormai – la protesta era agli sgoccioli (anche a causa dell’intervento preventivo delle forze dell’ordine).

Visti i precedenti, però, questo è bastato per condurlo in Questura e destinarlo a un destino che ha già conosciuto qualche settimana fa, a Roma quando aveva provato a “occupare” Piazza del Popolo con un banchetto: la Questura friulana, infatti, ha deciso di emettere nei suoi confronti un foglio di via della durata di tre anni. Insomma, Puzzer è bandito dalla città di Pordenone fino al dicembre del 2024. Tutta colpa dei suoi “precedenti” e di quella (l’ennesima) manifestazione non autorizzata davanti all’Ospedale civile)